La bomba nel ristorante italiano di Mosca

(di Marta Serafini, invia a Kiev) Va a fuoco il Balzi Rossi, un famoso ristorante italiano di Mosca. L’esplosione è avvenuta intorno alle 20.10 in piazza Kudrinskaya e ha provocato tre morti e quindici feriti. Secondo le prime ricostruzioni diffuse dai media russi, tra cui Kommersant, una donna si sarebbe presentata come fattorina per consegnare un pacco-regalo destinato a una persona che partecipava a un evento privato sulla veranda del locale. Un addetto alla sicurezza si sarebbe insospettito e avrebbe cercato di controllare il pacco: durante la colluttazione, l’ordigno sarebbe esploso. Il Comitato antiterrorismo russo parla di una donna non identificata che avrebbe tentato di introdurre un esplosivo nel ristorante e che sarebbe stata fermata prima dell’ingresso. Tra le vittime ci sarebbero la donna, l’agente di sicurezza e un visitatore che si trovava nelle vicinanze. Non è stato confermato ufficialmente, ma secondo i media ucraini il generale Aleksandr Chayko, comandante dell’Aeronautica accusato dei massacri di Bucha, stava festeggiando nel ristorante il suo compleanno. L’episodio si inserisce in una fase di crescente vulnerabilità interna sia in Russia sia in Ucraina, dove negli ultimi mesi si sono moltiplicati attentati, omicidi mirati e tentativi di colpire figure militari o collaboratori dell’apparato bellico. Nei giorni scorsi a Kiev un alto comandante ucraino, il colonnello Ivan Voronich del Servizio di sicurezza ucraino, è stato ucciso in pieno giorno da quelli che le autorità ucraine hanno identificato come agenti russi, episodio che ha riacceso l’allarme sulla capacità delle reti avversarie di agire nelle retrovie. Due giorni fa il presidente Volodymyr Zelenskyy in persona ha dichiarato che è stato sventato un tentativo di assassinio contro il comandante della brigata Khartiia, Ihor Obolenskyi e ha promesso una risposta. D’altro canto Mosca ha più volte accusato Kiev di operazioni clandestine contro ufficiali, blogger militari e personalità legate alla guerra. Per ora gli inquirenti russi non hanno indicato pubblicamente mandanti né movente dell’esplosione di piazza Kudrinskaya. Ma la dinamica descritta — un ordigno nascosto in un pacco, un evento privato, l’azionamento a distanza ipotizzato dai media — richiama il modello degli attacchi selettivi che hanno accompagnato il conflitto lontano dalla linea del fronte, trasformando le capitali e i loro ritrovi di lusso nelle retrovie della guerra.