di
Fausta Chiesa
In Francia il 15% della generazione in meno. L’Ungheria blocca il reattore di Paks e impone l’austerity, i problemi per le industrie, a partire da Mercedes e Suzuki. La Romania chiede aiuto all’Ucraina
Prezzi record dell’energia elettrica in Italia, costretta a staccare alcune centrali a gas raffreddate dal Po a causa dei livelli di acqua troppo bassi (livelli ridotti idrometrici) come già successo nell’estate 2022, mentre in Europa cala forzatamente la produzione perché il caldo e la siccità impongono la chiusura delle centrali nucleari raffreddate ad acqua. Il Pun (prezzo unico nazionale) oggi 3 agosto ha raggiunto i massimi da tre anni e mezzo, dal 23 gennaio 2023 nel pieno della crisi energetica con la Russia. Per un megawattora di luce si pagano in media 197 euro. Ma se nel nostro Paese la crisi finora è contenuta, è in Francia (che ci vende una parti di energia per coprire il nostro fabbisogno), Ungheria e Romania che si sta verificando uno stop forzato alla produzione più ampio.
Francia, 15% di energia in meno
Oltralpe, a causa delle tempertaure oltre i 40 gradi Edf ha dovuto fermare o ridurre la potenza di tre reattori nucleari sui 57 esistenti a causa del caldo, il che significa una perdita di generazione di elettricità pari al 15% del totale. Il periodo prolungato di caldo ha causato un surriscaldamento dell’acqua in alcuni fiumi del Paese, creando problemi alle numerose centrali nucleari che utilizzano l’acqua per il raffreddamento.
Ungheria, è austerity
E per lo stesso motivo in Ungheria la centrale nucleare di Paks, che fornisce quasi la metà dell’elettricità del Paese, è stata fermata completamente per un problema di scarsità di acqua del Danubio. Il grande fiume dell’Europa centro-orientale ha un livello idrico pari a solo un terzo della media. Lo ha annunciato la direzione della centrale. Il Danubio, nella siccità generale, ha raggiunto il livello più basso mai toccato, e non c’è acqua in quantità necessaria per il sistema di raffreddamento dei reattori.
I grandi consumatori industriali rischiano l’interruzione della fornitura elettrica. Diverse aziende industriali, tra cui Mercedes-Benz Group e Suzuki, hanno annunciato l’intenzione di risparmiare energia nei propri stabilimenti produttivi in Ungheria. Mercedes-Benz Group AG aveva comunque già programmato una pausa produttiva di tre settimane nel suo impianto di Kecskemet a partire dalla prossima settimana. Recentemente, l’azienda automobilistica tedesca aveva ampliato in modo significativo la capacità produttiva dello stabilimento, situato a 75 chilometri a sud-est di Budapest.
La popolazione ungherese continua a essere invitata a non consumare ulteriore energia elettrica durante le ore di punta, tra le 17:00 e le 22:00, evitando ad esempio la ricarica di auto elettriche e l’uso di condizionatori d’aria. In una media serata estiva vengono consumati 6.000 megawatt di elettricità, ma a causa del caldo questo valore aumenta del 20%, ha spiegato Magyar. Il Paese sta ora attingendo alle riserve elettriche nazionali e si sta attivando per le importazioni.
La Romania chiede aiuto all’Ukraina
La Romania ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale a causa del calo della produzione di elettricità Per tutto il mese di agosto. I livelli record del Danubio costretto il governo a spegnere la centrale di Cernavoda, che rappresentano circa un quinto della produzione energetica del Paese. Sale così la dipendenza della Romania dalle importazioni. Bucarest ha avviato colloqui con l’Ucraina e altri vicini per assicurare le importazioni di energia durante i picchi di consumo.
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3 agosto 2026
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