La Russia. Il Qatar, la Bielorussia, la Cina, Cuba, il Venezuela, il Kazakistan e, adesso, anche gli Stati Uniti. A sorpresa – e destando lo sdegno ucraino – l’America ha annunciato che a settembre ci sarà anche lei, in gara, all’Intervision: il “contro – Eurovision Song Contest” lanciato da Vladimir Putin.

Come si ricorderà, nel 2022 l’Europa aveva deciso di estromettere la Russia dalla propria competizione internazionale in seguito all’invasione dell’Ucraina. Puntin non è però certo rimasto a guardare. Ferito nell’orgoglio patrio, ha riesumato l’Intervision: l’evento, nato in epoca sovietica e tenutosi tra il 1965 il 1980 nella Cecoslovacchia comunista, tornerà in auge, a Mosca, da quest’anno. Putin ha affidato la direzione artistica al vicepremier Dmitry Chernyshenko per poi aprire le porte a tutti i Paesi autoritari, benvenuti come concorrenti. L’appuntamento è per il 20 settembre.

(reuters)

Stando a quanto riportato da Politico e dall’agenzia statale russa la Tass, ci sarà però anche l’America: la terra una volta nota per la sua libertà e lo slancio democratico si unisce, in un coro di gioia, ai Paesi autoritari e ai sodali di Putin.

A rappresentarla sarà il cantante Brandon “B. Howard” la cui musica, a detta degli organizzatori dell’evento, è in grado di «trascendere i confini e unire le culture». Brandon è peraltro straordinariamente simile a Michael Jackson tanto che nel 2014 il ragazzo aveva sostenuto di essere il figlio segreto del cantante. Il calco dei denti da cui aveva preso il dna di Jackson si era però rivelato fake: come rilevato da TMZ il logo mostrato nelle analisi sarebbe stato preso dal film Terminator. Tra l’altro il padre di Howard, il cui nome è Augie Johnson, ha dichiarato di essere stato presente in sala parto quando nacque.

In rappresentanza di Mosca ci sarà invece il cantante Shaman (nome di battesimo Yaroslav Yuryeich Dronov), balzato agli onori delle cronache per le sue posizioni filogovernative. E’ stato anche sanzionato dall’Unione Europea per aver partecipato a concerti organizzati dal Cremlino.

Immediata la reazione sdegnata di Kiev: il Ministero degli Esteri ucraino ha condannato l’evento, definendolo «uno strumento di propaganda ostile e un mezzo per ripulire l’immagine della politica aggressiva della Federazione Russa».