In una torrida serata di agosto Ditonellapiaga fa ballare via di Santa Croce in Gerusalemme. Portando un momento di svago agli sfollati di Spin Time, che da una settimana vivono in strada. Tra tendopoli, piscine gonfiabili e ripari di fortuna.

Una situazione a cui il Comune di Roma – nell’attesa che la trattativa per l’acquisto del palazzo arrivi a un esito – vorrebbe porre una fine il prima possibile. Da qui il lavoro per individuare alloggi per togliere dalla strada almeno i più fragili e le famiglie con bambini.

Nel frattempo dalla comunità di Spin Time arriva un nuovo appello alle istituzioni: “Auspichiamo che oggi la trattativa negoziale si chiuda riconoscendo il valore sociale dell’immobile, affinché la proprietà lo venda al Comune di Roma”. Mentre dal centrodestra, il presidente della Regione, Francesco Rocca, torna a esprimere le proprie perplessità sull’operazione: “Le case non si occupano, c’è una graduatoria. Quindi ben venga l’acquisto di un immobile, male se invece, una volta ristrutturato e messo a norma, dovesse essere dato non a chi è in graduatoria”.

A che punto è la trattativa per l’acquisto

Il Comune di Roma – dopo una riunione che si è svolta ieri, mercoledì 5 agosto, in Campidoglio con una delegazione di Spin Time – ha fatto sapere di aver formalizzato il 4 agosto una proposta alla proprietà, confermando la disponibilità di Roma Capitale ad acquisire l’immobile sulla base della valutazione dell’Agenzia del Demanio o dell’Agenzia delle Entrate. La proposta prevede, contestualmente, la stipula di un accordo ponte per assicurare l’immediata disponibilità dell’immobile al Comune e consentire, nel più breve tempo possibile, il rientro delle famiglie e delle persone più fragili.

Nei prossimi giorni è previsto un nuovo incontro in prefettura, che dovrebbe essere quello decisivo per arrivare a una valutazione definitiva da parte della proprietà dello stabile, InvestiRE Srg, sulla proposta avanzata dal Comune.

Stop alle tendopoli

Nell’attesa di arrivare a dama sulla trattativa, il Campidoglio sta lavorando anche per togliere le persone dalla strada. Da più di una settimana, infatti, centinaia di persone sono accampate lungo via di Santa Croce in Gerusalemme, in condizioni che diversi medici hanno definito molto rischiose. Una bambina di un anno e mezzo è finita in pronto soccorso in codice rosso a causa delle alte temperature.

Al momento, fa sapere il Comune di Roma, è in corso una verifica di forme di assistenza alloggiativa alternative alla strada, in primo luogo per fragili e famiglie con bambini. Che potrebbero dunque lasciare presto la strada.

L’appello: “Centinaia di persone lasciate nell’incertezza”

Una spinta a fare presto sulla trattativa arriva dalla comunità di Spin Time: “Lanciamo un forte appello alla responsabilità istituzionale perché non tollereremo più che centinaia di persone e oltre cento minori vengano lasciati nell’incertezza – fanno sapere dopo la riunione in Campidoglio -. Sottrarre il nostro palazzo alla speculazione finanziaria per restituirlo alla collettività è un atto politico prioritario. Regolarizzare Spin Time non è un costo, ma un investimento conveniente per le casse pubbliche e per la città intera”.

Gli attivisti citano a questo proposito “i dati della valutazione di impatto sociale realizzata dall’Università di Milano-Bicocca e da Open Impact parlano chiaro: a fronte di un investimento di 36,7 milioni di euro per l’acquisto e la manutenzione dell’immobile, il nostro palazzo genera ben 71,55 milioni di euro di valore sociale complessivo. Per ogni euro investito dal Comune, la collettività ne ottiene indietro quasi il doppio, garantendo la convivenza di persone da 27 Paesi, un welfare multiservizio e il totale azzeramento della dispersione scolastica tra i nostri giovani residenti”.

In salvo gli animali di Spin Time

Nell’attesa di una svolta, Spin Time ha allertato la Lav (Lega anti vivisezione) per portare in salvo gli animali ancora bloccati dentro il palazzo. Tutti sono stati recuperati  tutti: una tartaruga, un pesce e tre gatti. Della questione si è interessata anche la garante degli animali del Comune di Roma, Patrizia Prestipino. 

Ernesto, uno dei gatti recuperati dentro Spin Time, anziano e affetto da struvite, è stato portato in stallo in una struttura di fiducia della Lav a spese dell’associazione e, in accordo con la sua famiglia, potrà ricongiungersi con loro quando la situazione sarà sbloccata.La gatta Lulù, che ha ben 18 anni, è sempre stata insieme alla sua proprietaria ed era rimasta sola dentro Spin Time. Anche lei è stata trovata e portata fuori dall’edificio e ora potrà ricevere le cure di cui ha bisogno. La tartaruga e il pesce sono invece stati portati nella sede nazionale Lav dove potranno rimanere in sicurezza e in accordo con le famiglie fino a che non sarà possibile il ricongiungimento.

Per recuperare l’ultimo gatto ancora dentro lo stabile, Micio, sono state posizionate delle gabbie trappola, oltre che cibo e acqua. L’animale è ora in salvo e affidato a una persona di fiducia del suo proprietario”. 

“Auspichiamo che la situazione si sblocchi quanto prima – sottolinea Beatrice Rezzaghi, responsabile dell’Unità di emergenza Lav – le condizioni in cui sono costrette a vivere le famiglie e i loro animali sono veramente al limite e le alte temperature di questi giorni sono un pericolo per qualsiasi individuo. Ieri una bimba di un anno e mezzo è stata portata in codice rosso in pronto soccorso, le tende non possono essere in alcun modo una soluzione a lungo termine per nessuno, i cani, i criceti e il pappagallo qui presenti sono visibilmente accaldati nonostante le cure”.

Rocca: “Le case non si occupano”

Intanto il centrodestra continua a ribadire la sua contrarietà all’operazione avviata dal Comune di Roma su Spin Time. Dopo la diffida di FdI ora a tornare sull’argomento è il presidente della Regione, Francesco Rocca: “Le case non si occupano, c’è una graduatoria. Quindi ben venga l’acquisto di un immobile, male se invece, una volta ristrutturato e messo a norma, dovesse essere dato non a chi è in graduatoria” ha detto.

Per poi precisare: “Diversa è l’assistenza alloggiativa che il Comune deve garantire nelle emergenze. Ssicuramente il fatto che vi siano dei bambini o delle famiglie che oggi non hanno ancora assistenza alloggiativa è un fatto grave, ma se c’è un problema di staticità su un edificio e vengono evacuate le famiglie, è il comune che deve garantire una sistemazione. Resta il fatto che il tema dell’abitare è un tema molto sentito e però proprio per questo bisogna essere rispettosi delle regole e dalla parte di chi sta attendendo in graduatoria il suo posto secondo la legge”.