Nei giorni scorsi la comunità si è stretta in un commosso e partecipe abbraccio per commemorare il decimo anniversario della scomparsa di monsignor Mario Furini, figura iconica, amatissima e indimenticabile guida spirituale e umana della città.
La giornata di ricordo si è aperta con la solenne celebrazione eucaristica delle ore nove, presieduta dal vescovo della diocesi di Adria-Rovigo, monsignor Pierantonio Pavanello, e concelebrata alla presenza di numerosi sacerdoti giunti da tutto il territorio diocesano, di una folta rappresentanza di fedeli e delle autorità cittadine, tra cui il sindaco Massimo Barbujani. Al termine della messa, i partecipanti hanno dato vita a un suggestivo itinerario della memoria, ripercorrendo i luoghi che testimoniano e custodiscono l’inestimabile eredità lasciata da don Mario.
Il cammino ha toccato tappe fondamentali della storia e della cultura cittadina: dal museo diocesano all’archivio capitolare, passando per il Teatro Ferrini e il Centro giovanile San Pietro, per poi concludersi alle 11.30 con il momento corale della preghiera dell’Angelus. Ogni tappa è stata contrassegnata da ricordi vividi e testimonianze intense, che hanno tratteggiato il profilo di un uomo straordinario, capace di coniugare una profonda fede a un’instancabile azione sociale e culturale. All’archivio capitolare, la responsabile Cristina Tognon ha sostituito il ragionier Aldo Rondina, storico direttore della struttura ai tempi di don Mario, dando lettura ad una sua toccante lettera intitolata “Pastore di misericordia, custode della storia e luce per gli ultimi”.
Nelle parole di Rondina è emersa la figura di un sacerdote coltissimo che ha saputo insegnare il Vangelo con l’esempio quotidiano, dedicando il proprio tempo libero agli anziani e agli infermi nelle case di riposo, ma anche spendendosi per la nascita del Museo della Cattedrale, poi diventato Museo Diocesano, inaugurato nell’ottobre del 2015 per valorizzare la memoria millenaria di Adria. Nel prosieguo della giornata, le tappe al Teatro Ferrini e al Centro giovanile San Pietro hanno evidenziato la concretezza e la visione del compianto arciprete. Al Teatro Ferrini è stato sottolineato come si debba proprio all’impegno e all’ostinazione personale di don Mario l’agibilità e la riapertura della struttura. Fu lui infatti ad attivarsi in prima persona per mettere a norma l’intero locale, dai camerini agli impianti tecnici, restituendo alla città uno spazio di cultura sicuro e fruibile. Infine, al Centro giovanile, Nicola Zambon, presidente dell’Azione Cattolica della Cattedrale di Adria, ha ricordato con parole cariche di affetto profondo e gratitudine l’operato di monsignore.
Tra i passaggi più toccanti, il ricordo di don Mario come di un uomo colto e aperto al dialogo con tutti, credenti e non credenti, sempre pronto ad accogliere a braccia aperte e con il sorriso i giovani, le famiglie in difficoltà, i poveri ed gli emarginati. Un sacerdote innovatore nella pastorale, che vedeva nei giovani il futuro della comunità e che amava condividere con i suoi laici persino i momenti di semplicità e festa a fine riunione. A dieci anni dalla scomparsa avvenuta nell’agosto del 2016, il segno lasciato da don Mario Furini ad Adria appare più vivo e indelebile che mai.