Tragedia a Bosco di Corniglio. Un accompagnatore di 61 anni (e non un capo scout come riferito in un primo momento) è morto nel tentativo di salvare un 13enne precipitato in una scarpata durante un’escursione.
Secondo le primissime informazioni, un gruppo di scout era accampato a Bosco di Corniglio, a 84o metri di altezza sulle pendici dell’Appennino. Due di loro sono precipitati nella scarpata sottostante il loro accampamento. Si tratta appunto di un 61enne, che è morto a seguito delle ferite riportate nella caduta, e di un ragazzino del gruppo, 13 anni, rimasto ferito e trasportato al Maggiore in condizioni di media gravità.
Tutto sarebbe avvenuto intorno alle 13,30. Dal Maggiore è partito l’elicottero del 118, insieme al Soccorso Alpino (con l’elicottero di Pavullo) e i vigili del fuoco di Langhirano. L’uomo è morto nel tentativo di salvare il 13enne che era caduto. Si è lanciato dalla scarpata per recuperare il ragazzino, ma è precipitato per diversi metri sbattendo più volte contro i sassi e morendo sul colpo. Il 13enne, invece, è stato portato all’ospedale di Parma con fratture alle gambe.
La tragedia è avvenuta su un versante del monte Tavola. Il ragazzino di 13 anni, stando a fonti ufficiali, è caduto in un crepaccio. L’accompagnatore è sceso per aiutarlo, ma è precipitato anche lui ed è morto sul colpo. Il 13enne è stato portato a Parma, al Maggiore, in condizioni di media gravità.
La ricostruzione
Man mano che le ore passavano, il quadro è diventato sempre più chiaro. A perdere la vita non è stato un capo scout, ma un accompagnatore, padre di due bambini del gruppo presenti a Bosco di Corniglio. L’incidente è avvenuto durante un’escursione. A Bosco di Corniglio si erano radunati molti boy scout di età diverse, tutti provenienti da Salsomaggiore, e si sono accampati con le tende. Insieme ai ragazzi c’erano anche molti genitori. Nel primo pomeriggio di oggi, 11 agosto, intorno alle 13,30, due di loro sono andati a fare una passeggiata nei dintorni dell’accampamento. Per cause in corso di accertamento uno di loro, un adolescente di 13 anni, è caduto nella scarpata sottostante dove scorre un piccolo rio. L’altro, un uomo di 61 anni, nel tentativo di soccorrerlo è precipitato per diversi metri sbattendo ripetutamente sui sassi. Un altro capo scout che ha visto l’accaduto ha chiamato il 112 per chiedere aiuto e immediatamente ha iniziato le manovre di rianimazione cardiopolmonare. La Centrale Operativa 118 ha inviato la squadra del Soccorso Alpino e Speleologico Stazione Monte Orsaro, l’elicottero 118 di Pavullo nel Frignano dotato di verricello, l’elicottero 118 di Parma e l’ambulanza. La Centrale Operativa 115 ha inviato una squadra di Vigili del Fuoco e l’elicottero decollato dal Nucleo Volo di Bologna. Gli operatori del Soccorso Alpino hanno continuato per moltissimi minuti la rianimazione cardio polmonare, purtroppo senza esito e il medico dell’elicottero arrivato sul posto non ha potuto fare altro che costatare il decesso. Il ragazzino ferito, con una probabile frattura agli arti inferiori, è stato recuperato con tecniche alpinistiche sulla barella portantina e consegnato al personale di eli-Parma che lo ha trasferito all’Ospedale Maggiore di Parma in codice di media gravità. Anche la salma, una volta avuta l’autorizzazione dal Pubblico Ministero di turno, è stata recuperata con la stessa tecnica. L’uomo deceduto è il padre di due bambini appartenenti ai boy scout, i quali avuta la brutta notizia sono stati colti da malore, soccorsi dal personale dell’ambulanza e trasferiti all’Ospedale Maggiore di Parma. Le indagini, sulla dinamica sono affidate ai Carabinieri.
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