Se sarà un campionato più competitivo come sostengono in molti lo scopriremo soltanto cammin facendo. Al momento, infatti, l’unica certezza è la confusione. Titoli sportivi venduti come fossero automobili di lusso (Brescia e Cremona, diventate rispettivamente Maxima e Spqr Roma), squadre estromesse a stagione in corso (Trapani): la Serie A di basket sta vivendo una vera a propria rivoluzione. Difficilissimo quindi ‘fare le carte’ ad una competizione che si regge su equilibri così fragili.

Milano parte con i gradi di campione d’Italia e resta la squadra da battere. Coach Poeta ha dovuto fare i conti con le partenze di veterani importanti (Shields, Brooks, LeDay), ma si è già mossa facendo tornare la guardia Devon Hall e puntando sulle ali Burnell (ex Brescia), Peters (Olympiacos), il play Thompson (ex Brindisi e Valencia) e strappando a Venezia RJ Cole: il giocatore più impattante degli ultimi playoff assieme ad Armoni Brooks.

Ha voltato pagina, invece, la Virtus che ha affidato la panchina allo spagnolo Mumbrù (ex Valencia), tagliando decisamente il budget: meno certezze (addio Pajola), ma comunque forze fresche con Frazier, Carr e Bello sugli esterni, mentre sul perimetro è stato aggiunto Moore Jr. Confermatissimo Momo Diouf assieme al veterano Hackett, gli italiani nuovi sono Baldasso e Casarin: due buoni innesti.

Talentuosissimo il roster di Napoli, costruito ad immagine e somiglianza di una vecchia volpe come Repesa. L’ultimo colpo è Ramsey (ex Trieste) capocannoniere dell’ultima Serie A, ma l’estate era iniziata con l’ingaggio di Spissu e proseguita con Dowtin, Seljas e le conferme di Petrucelli e Totè. Ovviamente si parte quasi da zero a livello di alchimia, ma il potenziale è da piani alti della classifica.

Solidissima Tortona che – salutati Vital, Baldasso e Strautins – ha confermato il cecchino Hubb e inserito Bortolani, ma i due colpi sono le aggiunte dei play Maddox jr e Durham (ex Cremona) mentre la ciliegina sulla torta è l’arrivo di Paul Eboua. Fioretti è uno dei migliori coach del campionato: squadra da playoff praticamente certi.

A Venezia il totem è coach Spahija, ma nel roster c’è stata una mini rivoluzione a partire dall’asse play-pivot. Il nuovo regista è Glynn Watson (ex Asvel), Rice la guardia (da Andorra) e il lungo Boakye da Charleroi che si dividerà i minuti con la certezza Tessitori.

Pirotecnico il mercato di Varese. Il triennale a Della Valle è stato il primo segnale di ‘forza’, ma il gm Scola ha regalato a Kastritis altri attaccanti come Hale, McDowell Wright, Duke jr (Manresa) e il centrone Kamagate: fisiologico un periodo di assestamento, ma potrebbe diventare una macchina da cento punti a partita (restano molti dubbi sulla difesa, affidata ‘esclusivamente’ a Ikangi e Nikolic).

Decisamente più indietro, almeno inizialmente, le neopromosse Verona e Scafati e forse anche Udine che però vanta un anno di esperienza in Serie A. Da valutare cammin facendo Cantù che ha dato le chiavi in mano ad un maestro come Frank Vitucci. Sul perimetro Christon porta leadership, interessante il pacchetto di lunghi esperti con Chad Brown (ex Maccabi) e Flagg (ex Napoli).

Treviso ha blindato Croswell (corteggiato anche da Sambugaro), facendo tornare DeWayne Russell, mentre Trento ha cambiato tanto sul perimetro: Darius Brown (play), Olivari (guardia) e in ala (Brown jr e Bigelow); da decifrare anche Trieste che, nonostante le conferme di Ross e Markel Brown, sta procedendo un po’ a rilento dopo un finale di stagione in cui ci sono state diverse incognite societarie.

Ultime, ma non per importanza, Roma Spqr (ex Cremona) e Roma Maxima (ex Brescia). La prima al momento ha fatto il ‘botto’ con l’ingaggio di Mannion, ma poi si è praticamente fermata. Il coach sarà Magro; la seconda, invece, ha ‘ereditato’ dalla Germani coach Cotelli, Bilan e anche John Brown a cui ha aggiunto il talento in regia di Xavier Moon (ex Zenit) e l’ex biancorosso Lemar.

E Reggio? La conferma di sette giocatori dovrà produrre, almeno inizialmente, un vantaggio competitivo da sfruttare. L’obiettivo sono i playoff, con la priorità di un piazzamento nelle prime otto già al girone d’andata, in modo da staccare il pass per la Coppa Italia. Un trofeo che nel recente passato è stato vinto da piazze ‘piccole’ come Trento e Cremona e a cui anche la nostra città deve assolutamente aspirare.