di
Daniela Corneo
Roberto Muratori (Ausl): «Questo clima incide molto anche sulle persone con tendenze depressive. Aumentano le richieste di interventi urgenti»
Crisi di panico e di ansia, vulnerabilità e irritabilità difficilmente contenibili, picchi emotivi esasperati dall’insonnia. Il caldo intollerabile di quest’estate sta causando ricadute pesanti anche sulle persone con un disagio psichico e patologie psichiatriche certificate.
Roberto Muratori, direttore della Psichiatria Bologna Est dell’Ausl di Bologna, le temperature estreme di questi mesi che effetti hanno sulle persone con una fragilità psichica?
«Il caldo, come tanti altri fattori ambientali, influenza direttamente la nostra psiche: causa fatica, calo cognitivo, insonnia. Un clima di questo tipo avvicina alla soglia di difficoltà nel gestire le situazioni quotidiane e colpisce soprattutto le persone che hanno già una soglia più bassa, ovvero gli anziani e i fragili psichici. Poi ci sono anche delle conseguenze indirette».
Quali?
«Indirettamente il caldo causa sbalzi nella pressione, disidratazione e quindi uno squilibrio nelle terapie farmacologiche che funzionano in condizioni metaboliche precise. In caso di disidratazione, e quindi maggiore concentrazione di farmaco nel sangue, si possono verificare casi di sovradosaggio e intossicazione».
Quali sono i segnali che la soglia di rischio è stata raggiunta o addirittura oltrepassata?
«Eccitabilità, irritabilità, reattività esagerata a situazioni della vita normali, nervosismo, insonnia. Sono particolarmente esposte le persone con disturbi della personalità, con psicosi affettive, con bipolarismo. Con il caldo aumentano gli scompensi a carattere maniacale. Ma questo clima incide molto anche sulle persone con tendenze depressive: aumenta la sensazione di non farcela e aumenta la chiusura sociale che in questi pazienti aggrava la condizione di isolamento. Aumentano gli attacchi di ansia e di panico».
Come si gestiscono queste situazioni?
«Sul territorio abbiamo una rete capillare di Centri di salute mentale. Ce ne sono in tutto 11, 5 solo in città. A questi ambulatori si può accedere liberamente chiedendo aiuto: c’è sempre un medico in servizio per rispondere alle urgenze; oppure ci si può rivolgere al Pronto soccorso per una consulenza psichiatrica. A seconda della situazione e della gravità, il secondo livello di presa in carico prevede il ricovero».
E il sistema sta reggendo in quest’estate rovente?
«In genere con questa situazione climatica si verifica un aumento dei ricoveri, ma al momento il sistema sta reggendo l’impatto. Abbiamo notato però un aumento della percentuale di chi richiede interventi urgenti: aumentano gli accessi al Ps, la sensazione delle persone con fragilità psichiche è di non farcela e di aver bisogno urgente di aiuto. Nonostante questo aumento, però, non è stata saturata la possibilità di dare risposta».
I pazienti che sono già seguiti da un Centro di salute mentale vengono monitorati in un modo specifico?
«I Centri di salute mentale seguono gli utenti anche per anni nel caso delle patologie più gravi. I servizi conoscono chi ha manifestato disagio durante il periodo estivo, quindi in questi casi si aumenta il monitoraggio delle situazioni ritenute più rischiose, si danno appuntamenti più ravvicinati. Si danno per esempio terapie specifiche e si aiuta con terapie per l’insonnia, perché l’alterazione del sonno mette veramente a rischio l’equilibrio quando è più fragile. Per i soggetti con fragilità psichiche valgono comunque i consigli che valgono per tutti, ovvero idratarsi e non uscire nelle ore più calde».
E chi sta vicino a una persona che manifesta un disagio psichico cosa può fare?
«Si avverte eventualmente il medico di base che può anche richiedere un intervento urgente. Con il caldo aumentano le segnalazioni che arrivano da vicini di casa o conoscenti che però vanno sempre valutate con l’aiuto del medico di base della persona».
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12 agosto 2026
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