La coreografa e danzatrice americana ha portato alla Biennale Danza due assoli: “Bardo”, creato per la morte di Keith Haring, e “State of Darkness” la sua versione della “Sagra della Primavera”. “Sentivo che un solo danzatore avrebbe potuto vivere la partitura di Stravinsky cogliendone tutta la sua grandezza proprio per la grandezza dell’uomo. Si dice che utilizziamo circa un terzo delle capacità del nostro cervello, questo lavoro richiede di invece di utilizzare una parte maggiore” dice a Sky Tg24. L’intervista