Riva, sprint da ottocentista per un argento pesante

(Marco Bonarrigo) Una partita a scacchi di 42 chilometri (e 195 metri) su piano inclinato e pieno di curve. Per andare a medaglia alla maratona europea 2026, tracciato crudele e finale assassino, non bisognava sbagliare una mossa e Pietro Riva da Alba, Cuneo non ne ha sbagliata una doppiando l’argento sulla mezza conquistato quattro anni fa a Roma. Lasciando libero in fuga il tedesco Petros (di gran lunga il leader europeo) Pietro ha iniziato una lunga battaglia tattica con l’israeliano Ayale, lo svedese Hassan, l’altro israeliano Getahon e il francese Gondouin con, negli ultimi chilometri, un occhio anche alla testa della corsa perché Petros che era arrivato ad avere un minuto di vantaggio ha rallentato moltissimo, per stanchezza, risultato acquisito e perché il rettilineo finale in salita era crudele. Pietro è partito agli ultimi 800 metri, lui che viene dal mezzofondo veloce, e per i due israeliani non c’è stato nulla da fare come per il francese, a cui Riva ha restituito la beffa che Gressier aveva preparato a Crippa nei 10 mila.