di
Lia Capizzi
Dopo Kimi Antonelli, Jannik ha riconosciuto in lei le «stimmate» della campionessa e lei urla nel leggere il suo messaggio di complimenti
Parigi illuminata dalla stella più luminosa, Sara. Predestinata fin da quando era piccola e dominava le categorie giovanili, ma chi avrebbe mai immaginato che Curtis potesse diventare una tale fuoriclasse? Non lo pensavano nemmeno mamma Helen, arrivata a 18 anni in Italia dalla Nigeria, e papà Vincenzo, che tutt’Italia ha imparato a conoscere, compresi i loro balli in tribuna ad applaudire i podi della figlia. Genitori emozionati, spaesati e sorpresi di essere al centro dell’attenzione mediatica. «Loro sono tutto per me, la mia più grande fonte di ispirazione, non sarei nessuno senza mamma e papà. Lascio Parigi con il cuore che mi scoppia, ho realizzato alcuni miei grandi sogni. Sapevo di avere nelle gambe tempi importanti ma una follia del genere non la credevo possibile».
Per l’ultima volta scriveremo il numero 19 accanto ai suoi anni, tra due giorni c’è un compleanno da festeggiare, lo farà in vacanza insieme al fidanzato Andrea, nuotatore e poliziotto. Poi, il 22 agosto farà le valigie e tornerà là dove un anno fa ha iniziato una nuova vita, a Charlottesville. «È stata la scelta migliore che potessi fare, sono migliorata come atleta e come donna, ho imparato a essere positiva, ho appreso l’importanza di nuotare ogni giorno in gruppo insieme a campionesse come Gretchen Walsh e Kate Douglass, mentre a Savigliano ero un po’ rinchiusa in una bolla. Mi sono impegnata tantissimo nello studio, sono felice di tornare in Virginia, so che grazie all’esperienza del college ho reso orgogliosa l’Italia».
Curtis ha conquistato un posto d’onore nell’Olimpo del nuoto internazionale, il record mondiale nei 50 dorso (26”56), migliorato due volte a distanza di 24 ore, è stato un detonatore di consapevolezza. Coronato dalla medaglia d’oro, fa strano pensare che sia stata la sua prima vittoria individuale nel mondo dei grandi. Per Sara un totale di sei medaglie, l’ultima conquistata con la staffetta mista da lei lanciata in prima frazione con tanto di nuovo primato italiano nei 100 dorso (58”43).
E pensare che fino a due giorni prima non era mai scesa sotto il minuto. Al collo si è messa anche il bronzo nei 100 stile, sempre migliorandosi, così come quello nei 50 riuscendo ad abbassare lo storico muro dei 24 secondi (23”99). È diventata la nuova leader dell’Italia femminile del nuoto, riconosciuta tale da tutto il gruppo azzurro. «Mi sento forte a livello mentale, riesco ad accettare le mie emozioni. Dentro di me ho un bagaglio di crescita importante. È ancora difficile realizzare tutto ciò che ho fatto qui a Parigi. So però che sto inseguendo il mio più grande sogno, spero di essere solo all’inizio».
Ambiziosa, lavoratrice instancabile, cocciuta (garantisce papà Vincenzo), nei diari scriveva poesie dark, da quando studia e si allena in Virginia si dedica al ritaglio di materiali di recupero, scontrini, vecchie pagine di libri, biglietti per creare pagine junk journaling. Solare e coinvolgente, sa diventare pure buffa come quando urla nel leggere un messaggio di complimenti che Sinner le ha inviato. Già, Jannik, come Kimi Antonelli, come adesso Sara Curtis. I ventenni che stanno sbranando il mondo. L’Italia del nuoto si tiene stretta la giovane speranza che nel giro di una settimana si è trasformata in un idolo. Sara di tante meraviglie, presenti ma soprattutto future.
17 agosto 2026
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