di
Giorgio Bernardini
L’agente era intervenuto, domenica pomeriggio, dopo un tentativo di fuga di un 22enne portato all’ospedale di Prato: tre i colpi sparati, il giovane colpito a una gamba
L’agente della Polizia Penitenziaria che domenica pomeriggio aveva esploso al pronto soccorso di Prato tre colpi di pistola, colpendo con uno di questi un 22enne marocchino alla gamba dopo che questo aveva dato in escandescenza, è indagato per tentato omicidio. Ne danno notizia, dopo aver ricevuto la comunicazione formale, i suoi avvocati di fiducia Vittorio Luigi Fucci e Giuseppe Vittorio Fucci del Foro di Benevento.
La vicenda fa riferimento a quanto accaduto il 16 agosto poco fuori dal carcere della Dogaia di Prato, quando il giovane – ex detenuto dell’Istituto – era stato sorpreso mentre cercava di lanciare pacchetti contenenti droga all’interno del penitenziario: una volta scoperto aveva riportato delle ferite cadendo durante un inseguimento e successivamente era stato trasportato verso il pronto soccorso di Prato, accompagnato dagli agenti della polizia penitenziaria, per le cure.
Verso le ore 17 mentre era su una barella e aveva le mani ammanettate, improvvisamente si sarebbe alzato e avrebbe raggiunto un estintore, azionandolo. Subito dopo avrebbe cercato di guadagnare l’uscita, iniziando a correre. Gli agenti lo avrebbero inseguito e intimato di fermarsi, a quel punto uno di loro avrebbe esploso diversi colpi di pistola, due verso l’alto ed uno verso il basso che avrebbe colpito a una gamba il detenuto.
L’episodio ha provocato l’immediata chiusura dell’intera area del pronto soccorso dell’ospedale di Prato: I pazienti sono stati temporaneamente dirottati verso le strutture ospedaliere di Firenze e Pistoia.
Secondo quanto risulta, sono stati tre i colpi di pistola uditi dal personale sanitario e dai pazienti in attesa. Uno è quello che ha colpito il detenuto a una coscia, gli altri sarebbero stati tirati per aria ed avrebbero centrato una parete o un soffitto. Nelle prossime ore sarà sentito il poliziotto penitenziario alla presenza dei suoi difensori di fiducia.
Sulla vicenda è interventuo Matteo Salvini: «Totale sostegno all’agente di Prato. Altro che “tentato omicidio”: ha semplicemente fatto il suo lavoro, fermato un pericoloso delinquente (peraltro già dimesso dall’ospedale) e protetto la sicurezza di decine di cittadini perbene».
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17 agosto 2026 ( modifica il 17 agosto 2026 | 16:03)
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