Montese (Modena), 17 agosto 2026 – Svolta nell’omicidio di Daouda Sangarè, il 31enne originario della Costa d’Avorio vittima della brutale aggressione avvenuta lo scorso due agosto a Montese. L’uomo è stato ucciso a coltellate nella sua abitazione in via Righi. La sera prima era stato alla festa del paese. Nel tardo pomeriggio di oggi i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Modena, su delega della Procura della Repubblica, hanno arrestato la giovane moglie della vittima.

Un sopralluogo del Ris di Parma in via Righi, a Montese
I militari infatti hanno eseguito l’ordinanza di applicazione della misura della custodia cautelare in carcere, emessa dal gip nei confronti della donna gravemente indiziata del delitto di omicidio volontario.
L’indagata è stata porta in carcere in attesa della fissazione dell’interrogatorio di garanzia da parte del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Modena.
Chi era la vittima
Daouda Sangarè, originario della Guinea ma nato e cresciuto in Costa d’Avorio. Lavorava come saldatore. Purtroppo all’arrivo del 118 per lui non c’era più nulla da fare: era stato raggiunto dalla lama di un coltello in punti vitali del corpo. Daouda viveva a Montese da alcuni anni, in via Righi però era arrivato da poco, circa un mese. Si era trasferito dalla frazione di Salto dove lavorava come saldatore all’azienda Bernabei.
Il ricordo di un amico
“Dao stava alla larga dai guai, era un ragazzo molto tranquillo – aveva raccontato un amico subito dopo l’omicidio -, non era certo uno con cui si litigava facilmente, anzi, faceva una vita abbastanza riservata, tutto casa e lavoro. Anche io esco poco, ma quando ci si incontrava, ci si fermava a fare due chiacchiere e scherzare. Una persona bravissima, non posso immaginare nessuno che potesse avercela tanto con lui da arrivare a ucciderlo”.