Un nuovo microrganismo è stato individuato nella zanzara tigre, Aedes albopictus, una delle specie invasive ormai più diffuse anche nelle città europee e italiane. È geneticamente molto vicino a Rickettsia felis, batterio responsabile nell’uomo di una rickettsiosi. La scoperta non significa che le zanzare tigre trasmettano una nuova malattia: la capacità del microrganismo di infettare e provocare patologie nell’uomo non è stata ancora dimostrata. Ma il risultato apre un nuovo fronte nella sorveglianza delle infezioni trasmesse da vettori.

La zanzara tigre potrebbe custodire un passeggero finora sconosciuto. Un gruppo di ricercatori cinesi ha identificato in esemplari di Aedes albopictus raccolti nella città costiera di Qingdao una nuova sottospecie candidata di Rickettsia, geneticamente molto vicina a Rickettsia felis, un patogeno emergente capace di infettare l’uomo.

Il microrganismo è stato provvisoriamente battezzato Candidatus Rickettsia felis subsp. laoshanensis, dal distretto di Laoshan, area della sua identificazione. Lo studio, firmato da Xin-Yi Zhang e colleghi della Qingdao University e del Qingdao Municipal Center for Disease Control and Prevention, è stato pubblicato il 2 giugno 2026 su Frontiers in Cellular and Infection Microbiology.

La scoperta è interessante soprattutto per il vettore nel quale il batterio è stato trovato: Aedes albopictus, la comune zanzara tigre.

Analizzate 232 zanzare

Nell’agosto 2025 gli studiosi hanno raccolto zanzare in cinque distretti di Qingdao, nella provincia cinese dello Shandong. Tutti i 232 esemplari analizzati sono risultati appartenere alla specie Aedes albopictus. Gli insetti sono stati suddivisi in 26 pool e sottoposti a indagini molecolari mediante PCR.

Uno dei 26 pool, composto da otto zanzare, è risultato positivo per Rickettsia. La frequenza minima di infezione calcolata dagli autori è stata dello 0,43%. È un dato da interpretare con cautela: non significa che il 3,85% delle singole zanzare fosse infetto, perché il 3,85% riportato nello studio corrisponde al singolo pool positivo sui 26 esaminati.

A quel punto i ricercatori hanno approfondito l’identikit genetico del microrganismo studiando cinque marcatori: 16S rRNA, gltA, groEL, htrA e ompB.

Ed è qui che è arrivata la sorpresa.

Il DNA lo avvicina a Rickettsia felis sottoposti a indagini molecolari mediante PCR.

Uno dei 26 pool, composto da otto zanzare, è risultato positivo per Rickettsia. La frequenza minima di infezione calcolata dagli autori è stata dello 0,43%. È un dato da interpretare con cautela: non significa che il 3,85% delle singole zanzare fosse infetto, perché il 3,85% riportato nello studio corrisponde al singolo pool positivo sui 26 esaminati.

A quel punto i ricercatori hanno approfondito l’identikit genetico del microrganismo studiando cinque marcatori: 16S rRNA, gltA, groEL, htrA e ompB.

Ed è qui che è arrivata la sorpresa.

Il Dna lo avvicina a Rickettsia felis

Il gene htrA presenta un’identità del 99,29% con Rickettsia felis. Altri geni mostrano invece elevate somiglianze con differenti Rickettsie: il 16S raggiunge il 100% con Rickettsia sp. OnF11, mentre gltA, groEL e ompB mostrano identità comprese tra il 98,77 e il 99,42% con altri rappresentanti del gruppo.

Quando i cinque frammenti genetici sono stati analizzati insieme costruendo l’albero filogenetico, il nuovo microrganismo ha formato un ramo distinto ma strettamente imparentato con R. felis. Per questo gli autori propongono di considerarlo una nuova sottospecie candidata.

La prudenza terminologica è importante. Il prefisso “Candidatus” indica infatti che il microrganismo è stato identificato molecolarmente ma non è stato ancora isolato in coltura pura.

Perché Rickettsia felis interessa la medicina

Le Rickettsie sono batteri Gram-negativi intracellulari obbligati che vivono principalmente in artropodi come zecche, pulci, acari e pidocchi. Alcune specie possono passare all’uomo provocando le rickettsiosi.

Rickettsia felis è conosciuta soprattutto per il rapporto con la pulce del gatto, Ctenocephalides felis, ed è associata nell’uomo alla cosiddetta flea-borne spotted fever, una rickettsiosi che può presentarsi con febbre e altri sintomi sistemici.

Ma negli ultimi anni il quadro ecologico è diventato più complesso. Tracce molecolari di R. felis sono state individuate anche in diverse specie di zanzare. Gli stessi autori ricordano che già nel 2012 il batterio era stato rilevato in Aedes albopictus a Libreville, in Gabon, e che successivamente è stato identificato in altre zanzare.

La nuova scoperta cinese aggiunge quindi un altro tassello.

La domanda decisiva: può essere trasmessa all’uomo?

È però proprio qui che occorre distinguere ciò che lo studio dimostra da ciò che resta un’ipotesi.

Aver trovato il DNA di una Rickettsia in una zanzara non dimostra che quella zanzara sia in grado di trasmetterla all’uomo.

Per parlare di un vero vettore competente bisogna dimostrare che il microrganismo riesca a sopravvivere e replicarsi nell’insetto, raggiungere i tessuti necessari alla trasmissione e, soprattutto, passare a un ospite vertebrato durante il pasto di sangue.

Per la nuova Candidatus Rickettsia felis subsp. laoshanensis queste prove non esistono ancora.

Gli stessi ricercatori sottolineano che non è chiaro se il batterio sia semplicemente un endosimbionte della zanzara — cioè un microrganismo che vive nell’insetto senza comportarsi da patogeno per l’uomo — oppure se possieda un reale potenziale infettivo negli animali e nell’essere umano. La forte somiglianza genetica con R. felis rende però la questione meritevole di ulteriori studi.

Perché la zanzara tigre rende la scoperta particolarmente interessante

Aedes albopictus non è una zanzara qualsiasi. Originaria del Sud-est asiatico, negli ultimi decenni ha colonizzato quasi tutto il pianeta, con l’eccezione dell’Antartide, adattandosi anche alle regioni temperate dell’Europa e del Nord America.

È aggressiva, punge soprattutto durante il giorno e vive molto bene negli ambienti urbanizzati. È inoltre un vettore riconosciuto di virus di grande interesse sanitario, tra cui dengue, chikungunya e Zika.

Proprio questa straordinaria capacità di diffusione rende importante capire quali altri microrganismi possano essere ospitati dalla zanzara tigre.

Non perché la scoperta annunci automaticamente una nuova epidemia, ma perché l’espansione geografica dei vettori modifica continuamente le occasioni di contatto tra microrganismi, insetti, animali e uomo.

Il limite dello studio: un solo pool positivo

Il lavoro cinese è un Brief Research Report e presenta limiti rilevanti.

La ricerca è stata condotta in un’unica area geografica e su un campione relativamente piccolo. Soprattutto, il nuovo microrganismo è emerso da un solo pool positivo. Non è stato isolato in coltura e non sono stati eseguiti esperimenti capaci di stabilirne la patogenicità o la reale capacità di trasmissione.

Gli stessi autori riconoscono che l’analisi filogenetica è basata su frammenti parziali dei geni e che saranno necessari campionamenti più ampi, effettuati in luoghi e periodi differenti, per capire quanto questa Rickettsia sia realmente diffusa.

Quindi nessun allarme sanitario immediato e, soprattutto, nessuna evidenza che questa nuova sottospecie stia causando infezioni nell’uomo.

Ma cambia il modo di guardare alle zanzare

Il valore della scoperta è piuttosto epidemiologico.

Per decenni le zanzare sono state studiate principalmente come vettori di virus e parassiti. L’accumularsi di segnalazioni di Rickettsie suggerisce che il loro microbioma e il loro ruolo nella circolazione dei batteri meritino maggiore attenzione.

Nel caso della zanzara tigre il tema è particolarmente rilevante perché si tratta di una specie invasiva ormai stabilmente presente anche in Europa. La sorveglianza futura potrebbe quindi non limitarsi ai virus più conosciuti, ma ampliare progressivamente lo spettro dei microrganismi ricercati.

La scoperta di Qingdao non dimostra che sia nata una nuova malattia trasmessa dalle zanzare. Dimostra qualcosa di diverso e scientificamente altrettanto interessante: nell’Aedes albopictus circola una Rickettsia mai caratterizzata prima, geneticamente molto vicina a un patogeno umano.

Capire se sia un innocuo compagno della zanzara oppure un microrganismo capace di compiere il salto verso animali e uomo sarà il prossimo passaggio della ricerca.

Fonte scientifica: Zhang X-Y, Fang L-Z, Li B-H et al. A novel Rickettsia subspecies closely related to Rickettsia felis in Aedes albopictus from Qingdao City, Eastern China. Frontiers in Cellular and Infection Microbiology, 2026;16:1814787. DOI 10.3389/fcimb.2026.1814787.