«Vedo sempre più pazienti che non consumano alcol e presentano cirrosi metaboliche». A richiamare l’attenzione sul fenomeno è Jean-François Gautier, professore di diabetologia e malattie metaboliche all’ospedale Lariboisière di Parigi, intervistato da Le Figaro Santé.
Dietro molti di questi casi c’è la MASLD, la malattia epatica steatosica associata a disfunzione metabolica, quella che un tempo veniva definita soprattutto come “fegato grasso non alcolico”.
Il rischio non riguarda solo chi beve
La MASLD è legata soprattutto a sovrappeso e obesità, diabete di tipo 2, insulino-resistenza, ipertensione e alterazioni dei lipidi.
Il grasso si accumula nel fegato e, in una parte dei pazienti, la malattia può progredire verso una forma infiammatoria, la MASH, quindi verso fibrosi, cirrosi e carcinoma epatocellulare.
Le linee guida europee EASL-EASD-EASO confermano che le persone con diabete di tipo 2 e obesità sono tra quelle nelle quali è particolarmente importante individuare precocemente una possibile fibrosi avanzata.
In Italia oltre un adulto su quattro
Il problema riguarda direttamente anche il nostro Paese.
Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, la MASLD interessa oltre il 25% della popolazione adulta italiana, con percentuali ancora più elevate nelle persone con obesità o diabete di tipo 2.
E c’è un dato ancora più significativo: documenti ISS riportano che circa il 2% della popolazione generale e il 10% dei pazienti con diabete tipo 2 presentano una MASLD associata a fibrosi epatica severa, la condizione che espone maggiormente alle complicanze.
Non si tratta quindi solo di “avere il fegato grasso”. L’ISS definisce la MASLD una minaccia di sanità pubblica in rapida crescita, tanto da avere avviato ITA-MASLD, il primo grande studio osservazionale multicentrico nazionale, con una rete di oltre 100 centri clinici.
Il problema è che spesso non dà sintomi
Uno degli aspetti più insidiosi è che la malattia può rimanere silenziosa per anni. Quando compaiono i segni della cirrosi, il danno può essere già avanzato.
Per questo l’attenzione si concentra soprattutto sulle persone con diabete, obesità addominale o più fattori di rischio metabolico, nelle quali la valutazione della fibrosi può consentire di intercettare prima i pazienti a maggiore rischio.
La prevenzione resta centrale: perdita di peso quando necessaria, attività fisica, alimentazione equilibrata e buon controllo di glicemia, pressione e lipidi possono incidere sull’evoluzione della malattia.
Il messaggio che emerge è chiaro: quando si parla di cirrosi non bisogna pensare soltanto all’alcol. La salute metabolica è diventata anche una questione di salute del fegato.

Fonti
- Le Figaro Santé, intervista a Jean-François Gautier, 17 agosto 2026.
- Istituto Superiore di Sanità, Rapporti ISTISAN 25/28 – ITA-MASLD, 2025, pubblicato online nel febbraio 2026.
- Istituto Superiore di Sanità – EpiCentro, ITA-MASLD: il primo studio nazionale multicentrico.
- ISS/SNLG – AISF, SID, SIO, linee guida sulla steatosi epatica/MASLD.
- EASL-EASD-EASO, Clinical Practice Guidelines on the management of MASLD, 2024.