Il nome di Dakota Johnson ha iniziato a imporsi sulla scena internazionale circa dieci anni fa, quando ha interpretato Anastasia Steele nell’adattamento cinematografico di Cinquanta sfumature di grigio (2015), diretto da Sam Taylor-Johnson. Il film, tratto dal fenomeno editoriale di E. L. James, fu un enorme successo commerciale e diede vita a due sequel: Cinquanta sfumature di nero (2017) e Cinquanta sfumature di rosso (2018), entrambi diretti da James Foley. Sebbene il progetto abbia diviso la critica, rappresentò una vetrina internazionale per Johnson, che da quel momento iniziò a ricevere proposte anche in altri generi cinematografici. Tra i suoi lavori più significativi figurano Black Mass – L’ultimo gangster (2015), di Scott Cooper, in cui recita accanto a Johnny Depp, il remake di Suspiria (2018), diretto da Luca Guadagnino, 7 sconosciuti a El Royale (2018), di Drew Goddard, Madame Web (2024), di S. J. Clarkson, e più recentemente Materialists (2025), di Celine Song, una commedia drammatica interpretata insieme a Pedro Pascal e Chris Evans.

‘Materialistas’ (Celine Song, 2025)
L’attrice, tuttavia, è abituata ai riflettori fin dall’infanzia, essendo cresciuta in una famiglia con diverse generazioni di interpreti legati a Hollywood. Sua madre, Melanie Griffith, raggiunse l’apice della carriera alla fine degli anni Ottanta grazie a film come Una donna in carriera (1988), di Mike Nichols, che le valse la sua unica candidatura all’Oscar come migliore attrice protagonista, oltre ad altri titoli come Il falò delle vanità (1990), di Brian De Palma, e Celebrity (1998), di Woody Allen. Suo padre, Don Johnson, divenne invece uno dei volti più popolari della televisione americana grazie al ruolo da protagonista nella serie Miami Vice.
Come se non bastasse, la nonna materna di Dakota è Tippi Hedren, attrice simbolo del cinema hollywoodiano e celebre per la collaborazione con Alfred Hitchcock, che la diresse in due classici come Gli uccelli (1963) e Marnie (1964).

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Durante l’infanzia di Dakota, i suoi genitori avviarono le pratiche di divorzio, che si conclusero tra il 1994 e il 1995. Poco dopo, sua madre iniziò una relazione con l’attore spagnolo Antonio Banderas, conosciuto sul set di Two Much – Uno di troppo (1995), diretto da Fernando Trueba. La coppia si sposò a Marbella nel maggio del 1996 e, nello stesso anno, nacque Stella Banderas, sorellastra di Dakota. Quel matrimonio, che unì due importanti figure del cinema internazionale, creò anche un forte legame tra la giovane attrice e la Spagna, Paese in cui trascorse lunghi periodi fin da bambina e al quale è rimasta profondamente legata anche dopo il divorzio tra Griffith e Banderas, avvenuto nel 2015.

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Questo legame è emerso con particolare evidenza durante il discorso pronunciato da Dakota Johnson agli Hollywood Film Awards del 2019, in occasione dell’omaggio ad Antonio Banderas, allora impegnato nella promozione di Dolor y gloria (2019), di Pedro Almodóvar. Sul palco, l’attrice ricordò il ruolo fondamentale che il patrigno aveva avuto nella sua vita e in quella della sua famiglia:
«Il mio patrigno, Antonio Banderas, è entrato nelle nostre vite. È così vitale, così divertente e spiritoso… Ha amato mia madre, me e i miei fratelli con una forza e un entusiasmo tali da cambiare per sempre le nostre vite. Quando la mia famiglia ha sposato Antonio, abbiamo sposato anche la Spagna: i nostri meravigliosi nuovi parenti e amici, il flamenco, il prosciutto… Papà, a nome di tutta la tua famiglia, siamo sempre così orgogliosi e ammirati da te. Siamo fieri di te e ti vorremo bene per sempre».