VOLONGO – Era stato trovato tra le vie di Volongo con una ferita in testa dovuta ad un proiettile, una zampa rotta e poche probabilità di sopravvivenza.
Gedeone, così è stato ribattezzato da chi l’ha trovato, è ancora convalescente, ma dopo diversi giorni di ricovero in una clinica di Codogno, e lo spettro dell’eutanasia, è tornato a casa tra le cure amorevoli di chi, di fatto, lo ha salvato da morte certa.
«Gedeone è stato operato alla zampa per togliere l’infezione che era piuttosto estesa – spiega Marianna Zeni, la donna che lo ha trovato per le vie di Volongo – aveva una forte insufficienza renale quando è arrivato in clinica tanto che i medici mi avevano chiesto di decidere per una eventuale soppressione. Non me la sono sentita, mangiava, era comunque vispo, faceva le fusa e chiedeva a modo suo di essere salvato. Abbiamo scelto la vita, i medici sono stati molto bravi e adesso che è stato operato pare stia bene. L’ho portato a casa ieri».
Gedeone era stato trovato casualmente, mentre la donna si trovava a Volongo per salvare altri cinque gatti, su segnalazione di una conoscente. Mentre portava via i cuccioli (si trovavano in una casa dove un uomo ha una gatta non sterilizzata) si era imbattuta in questo micio tigrato molto sofferente e aveva deciso di portarlo in una clinica di Codogno dove era entrato con una frattura scomposta della zampa anteriore e diverse ferite. È stato curato per essere poi sottoposto all’intervento.
«Non si sa quanto potrà vivere, si presume sia un gatto anziano, ma questo chi può saperlo anche per ognuno di noi. So però che Gedeone sarà accudito con cura e che quando deciderà di lasciarci sarà circondato d’amore e non da dolore e solitudine». Il lieto fine che tutti speravano.
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