Bruno Barbieri incute timore anche quando le telecamere sono spente. Il giudice di MasterChef e conduttore di 4 Hotel racconta a Repubblica che trovare una struttura disposta ad accoglierlo, talvolta, può diventare complicato: gli albergatori temono che possa trasformare anche un soggiorno privato in una delle sue meticolose ispezioni.



4 Hotel

La fama di cliente esigente ormai lo precede. A Repubblica confessa con ironia: «Sa che a volte faccio fatica? Quel rompico**ioni di Barbieri può essere un problema, non mi vuole più nessuno».


La diffidenza degli albergatori rappresenta quasi il rovescio della medaglia del successo ottenuto con 4 Hotel, programma che, secondo lo chef, ha contribuito a cambiare il modo di concepire l’accoglienza in Italia: «Ora c’è più informazione concreta, più consapevolezza. Oggi gli ospiti non cercano soltanto un letto e i clienti non entrano al ristorante esclusivamente per mangiare, desiderano vivere un’esperienza.

Modestamente, un poco, pochissimo, c’entra anche Bruno Barbieri».

La tutela dell’ambiente è uno degli aspetti sui quali Bruno non accetta compromessi: «Se apro un frigobar e trovo una bottiglia di plastica per l’acqua, con un bicchiere di plastica in un sacchetto di plastica, allora mi scateno». 



L’ossessione per il topper

Nell’intervista c’è spazio anche per il topper, diventato uno dei dettagli più riconoscibili delle ispezioni di Barbieri. La sua passione nasce circa trent’anni fa in Australia, quando, ospite di alcuni amici, si sveglia particolarmente riposato dopo aver dormito su quella imbottitura per lui ancora sconosciuta.


Lo chef decide così di acquistarne immediatamente uno: «Pagai qualcosa come 250 dollari ma ne servirono altri mille per spedirlo in Italia (per un totale di circa 1068 euro, ndr.). Però mi ha cambiato la vita». Da allora non se ne è più separato: «Quel topper ce l’ho ancora».




Ultimo aggiornamento: giovedì 20 agosto 2026, 14:24





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