Odori di frittura, rumori e schiamazzi fino a tarda notte, parcheggi irregolari e rifiuti abbandonati. A San Lorenzo la protesta di un gruppo di residenti contro i disagi che, secondo quanto denunciano, sarebbero legati all’attività del fast food compie un nuovo passo: da alcune settimane è nato a Riccione il “Comitato No Odore di Fritto”. I cittadini riferiscono di aver raccolto oltre cento firme e annunciano nuove iniziative per chiedere interventi sul quartiere.
“Noi cittadini di Riccione, abitanti principalmente nelle zone intorno al Mc Donald’s di San Lorenzo, ci siamo più volte rivolti all’attuale amministrazione comunale per vedere risolti i gravi problemi che si sono verificati a Riccione dal momento della apertura. Abbiamo raccolto più di 100 firme, abbiamo più volte chiesto aiuto agli organi preposti ma, purtroppo, né l’amministrazione né tantomeno la società gestrice del fast food, alla quale più volte abbiamo richiesto un incontro e si è sempre negata, si sono dimostrate attive nel cercare di risolvere concretamente i disagi che i cittadini vanno lamentando”.
Da qui la decisione di costituire il comitato: “Non è più il tempo di subire, ma di agire. Siamo pronti a mettere in campo ogni azione, ovviamente nel rispetto della legge, al fine di far sì che le immissioni di odori molesti e di rumori calino e rientrino nell’alveo della “normale tollerabilità””.
L’elenco delle criticità denunciato dai residenti è lungo: “I problemi sono ormai arcinoti: un odore di frittura e di carne arrostita aleggia sulle nostre case entrandovi; rumori, schiamazzi ed urla vanno avanti nell’adiacente parcheggio e si diffondono in tutta la zona circostante fino a notte inoltrata; motorini e moto di grossa cilindrata alzano all’impazzata i livelli di rumore nelle vie adiacenti”. Il comitato segnala inoltre soste irregolari in viale Millesimo, mezzi che uscirebbero dal parcheggio in senso vietato e rifiuti abbandonati nelle strade.
I cittadini annunciano quindi di volersi muovere “in ogni sede possibile” e di voler approfondire anche gli aspetti legati alle autorizzazioni dell’attività. “Noi saremo sempre disponibili ed aperti al dialogo, ma altrettanto fermi e decisi nel far valere le nostre ragioni e soprattutto anche nell’indagare sulle modalità del rilascio dei permessi appositi necessari all’apertura di questa attività di ristorazione privata ad alto traffico ed ad alto impatto antropico che ha peggiorato, e certamente non migliorato, la vita e lo stato del quartiere. Puzza di fritto, sgasate di motorini, parcheggi selvaggi ovvero inquinamento odorifero, acustico, pericolosità e chi più ne ha più ne metta, devono assolutamente finire”.