di
Annamaria Schiano
La donna, è seguita dal dottor Valentino Bergamini, all’Ospedale della Donna e del Bambino di Borgo Trento di Verona dove disponibilità di un’équipe multidisciplinare ostetrica, anestesiologica e neonatologica
Otto figli in 26 anni, dal 2000 al 2026. E altrettanti parti cesarei. Si può dire un record, non solo per la fecondità, ma anche per la fibra biologica nel riuscire a sostenere otto interventi chirurgici a livello pelvico. E’ la storia di Cristina, che in questi giorni ha messo alla luce Luna. Entrambe stanno bene. La neonata va ad aggiungersi ad altri 7 fratelli, 3 maschi e 4 femmine, divenendo lei la quinta figlia femmina. «Luna è stata una sorpresa ma siamo felicissimi», evidenzia mamma Cristina con il marito Roberto. Lo straordinario evento è avvenuto nel reparto di Ostetricia e Ginecologia B, diretto dal dottore Valentino Bergamini, all’Ospedale della Donna e del Bambino di Borgo Trento (Vr). Bergamini segue la signora Cristina dalla quarta gravidanza, che anche in questo caso come nelle precedenti è stata fisiologica. «Al di là delle valutazioni cliniche, questo caso racconta una scelta personale e familiare importante: quella di una donna che ha affrontato la sua ottava gravidanza ed altrettanti tagli cesarei – spiega Bergamini, che ha eseguito l’intervento con la sua équipe medica e il dottor Nikolaos Papadopoulos – Rispetto a questa scelta di generosa apertura alla vita abbiamo subito deciso di sostenere e accompagnare la paziente, offrendo tutta l’esperienza del reparto. Il nostro compito, come medici, è garantire a ogni donna che sceglie di intraprendere una gravidanza la massima sicurezza possibile, offrendo competenze, esperienza e un’organizzazione adeguata, soprattutto nei casi di particolare complessità. È il nostro ruolo per essere concretamente dalla parte della vita e delle donne».
Il rischio
Dare alla luce una creatura all’ottavo cesareo è davvero rischioso e va fatto in un ambiente che sia adeguatamente attrezzato, un centro di terzo livello come quello dell’Ospedale di Borgo Trento, con esperienza chirurgia ostetrica e la disponibilità di un’équipe multidisciplinare ostetrica, anestesiologica e neonatologica. Il cesareo, infatti, è stato fatto sempre nello stesso punto dei precedenti per evitare lacerazioni. La complessità clinica sta nel monitoraggio ostetrico e nella procedura chirurgica. Le numerose cicatrici possono determinare aderenze molto importanti tra la parete addominale, l’utero, la vescica e l’intestino, modificando profondamente la normale anatomia pelvica. In queste condizioni anche l’accesso chirurgico e la dissezione degli organi possono risultare particolarmente difficili, con un aumento del rischio di sanguinamento e di lesioni degli organi circostanti. Un ulteriore elemento di attenzione è rappresentato dalla possibile presenza di anomalie della placentazione, soprattutto in caso di placenta previa o accreta.
Il ringraziamento
Fortunatamente è andato tutto bene e mamma Cristina è felice di questa sua ennesima gravidanza e nascita. «Raccontare il mio ottavo cesareo è una forma di ringraziamento al dottor Bergamini e alla sua équipe, a cui devo la nascita della nostra Luna e dei 3 figli prima di lei. Non ho mai avuto paura, sono sempre stata aiutata dai miei familiari, stavolta con questo ottavo cesareo c’è stato bisogno di un po’ di riposo in più rispetto alle altre volte. Ma ciò che serve davvero per la ripresa è la mano del chirurgo, che è fondamentale», conclude.
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22 agosto 2026 ( modifica il 22 agosto 2026 | 18:36)
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