Il numero 1 del mondo ha dovuto rinunciare agli Us Open per un infortunio al ginocchio destro. Un’analisi per spiegare cosa è successo e quali sono i prossimi passi
Giornalista
23 agosto – 08:32 – MILANO
Dieci domande per capire meglio l’ultimo problema al ginocchio destro di Jannik Sinner: da cosa può essere stato provocato e come è stato affrontato, fino ai tempi necessari per il recupero e alle prospettive per il rientro. Con un occhio anche alle conseguenze sulla seconda parte della stagione e sulla classifica mondiale, dopo la decisione del numero 1 di rinunciare agli Us Open.
Cos’ha Jannik Sinner?
Jannik, nel comunicato, non è entrato nei dettagli, limitandosi a parlare di un “problema” al ginocchio destro. Da un campionissimo come lui sarebbe stato preferibile apprendere la diagnosi esatta dell’infortunio. Dovrebbe trattarsi di un’infiammazione a livello tendineo, da sovraccarico. Il fastidio è emerso a fine luglio, durante gli allenamenti verso il Masters di Cincinnati (poi saltato). Il 4 agosto Jannik si è recato alla Physioclinic di Milano per un consulto con il fisiatra Melegati, che gli ha prescritto un ciclo di terapie.
Il 5 agosto l’azzurro si allenava ancora a Montecarlo, segno che il problema sembrava essere gestibile. Ma dal giorno dopo ha sospeso il lavoro sul campo e ha fatto base fissa a Torino, seguendo scrupolosamente il piano di recupero, che prevedeva sedute quotidiane al J Medical, tra onde d’urto ed esercizi utili a rinforzare l’articolazione. Sinner è stato a Torino anche a Ferragosto, si è concesso una giornata di relax il 16 per il compleanno, è tornato a Torino il 17, quando ha svolto un test d’efficienza sui campi dello Sporting. A quel punto Sinner è rientrato a Montecarlo pieno di dubbi, che non sono stati dissipati dalle successive prove con Vagnozzi.
Ma il ginocchio è guarito oppure no?
Sebbene gli esami recenti abbiano escluso lesioni, la tendinite richiede pazienza. Bisogna riposare e seguire un rigido protocollo di cure per risolvere il problema ed evitare guai più seri, tanto più che il ginocchio è un’articolazione sottoposta a uno stress supplementare nel tennis. Peraltro, le onde d’urto con cui è stato trattato Sinner non producono effetti immediati, perché creano inizialmente microtraumi nella regione interessata.
Sinner ha fatto bene, quindi, a rinunciare agli Us Open?
Sì, perché una prova dello Slam, sulla distanza di cinque set e nell’arco di due settimane, è ancor più impegnativa di un torneo normale. A maggior ragione a New York, dove le condizioni climatiche possono essere disagevoli. Inoltre, il cemento, che resta la superficie ideale per Jannik, può essere particolarmente problematico da affrontare con un ginocchio reduce da un’infiammazione. Durante i test finali è emerso che Sinner non si sentisse stabile, o almeno non abbastanza da rischiare sul duro di Flushing Meadows. Decisioni di questo tipo sono talmente oculate da non essere influenzate da fattori esterni, come l’annuncio del rientro di Alcaraz, diffuso il giorno prima.
Prima il crollo psico-fisico nel secondo turno del Roland Garros, poi l’infortunio al ginocchio. È anche un problema di programmazione?
Non esistono controprove. Peraltro, il ritiro di Parigi e la rinuncia agli Us Open hanno origini differenti. Il 2026 di Sinner è stato un viaggio sull’ottovolante. Da marzo Jannik è salito di livello, rivelandosi imbattibile per chiunque, anche per Alcaraz. In totale, cinque 1000 vinti di fila, nello spazio di 72 giorni, tra inizio marzo e metà maggio. Fatiche pagate a caro prezzo al Roland Garros. Da qui la decisione di non disputare tornei tra Parigi e Wimbledon, dove ha trionfato. Può darsi, quindi, che debba essere rivisto qualcosa nella programmazione, nell’ottica di un riequilibrio degli impegni durante la stagione.
Quando è previsto il rientro di Sinner?
Il piano è di restare in Europa e continuare il recupero, con l’obiettivo di essere pronto per i tornei di Pechino (500), al via il 30 settembre, e Shanghai (1000), dal 7 ottobre. Dopo, in agenda, c’è il Six Kings Slam a Riad. Il grande appuntamento di fine stagione è quello di Torino, con le Atp Finals.
Fino a quando resterà primo in classifica?
Jannik ha accumulato un vantaggio tale che può stare tranquillo per un po’. Da lunedì Sinner avrà 12.800 punti, contro i 7790 di Zverev e i 7160 di Alcaraz. Nel ranking del 14 settembre, dopo gli Us Open, l’azzurro perderà i 1300 punti della finale 2025, scendendo a 11.500. Zverev potrebbe salire al massimo a 9690 punti, vincendo a New York. Alcaraz, invece, avendo trionfato un anno fa, non potrà fare meglio di 7160 punti. Fino a Pechino (incluso), Sinner è già sicuro di restare al comando. Dopo gli Us Open dovrà difendere i seguenti bottini: 500 Pechino, 50 Shanghai, 500 Vienna, 1000 Parigi, 1500 Atp Finals.
Sinner salterà il primo Slam della carriera. Qual è il confronto con i Big Three?
Jannik debuttò nel tabellone principale di un Major agli Us Open, nel 2019. Da allora ha giocato 27 Slam consecutivi, prima della fresca rinuncia, all’età di 25 anni. Federer giocò i primi 61 Slam, tra il 1999 e il 2015, prima di saltarne uno: avvenne al Roland Garros del 2016, quando aveva 34 anni. Djokovic disputò i primi 51 Slam, rinunciando al primo nel 2017, agli Us Open, per un guaio al gomito, quando aveva 30 anni. Nadal, martoriato dagli infortuni, si fermò dopo i primi tre, saltando il Roland Garros e Wimbledon nel 2004, a 18 anni.
Quanti infortuni ha avuto in carriera Sinner?
Durante la sua carriera, Sinner ha dovuto fronteggiare diversi problemi fisici, ma una sola volta era rimasto così a lungo fuori dal circuito (a parte lo stop per il caso Clostebol nel 2025). Nella primavera del 2024 Sinner si ritirò da Madrid per un fastidio all’anca destra, saltando gli Internazionali d’Italia e rientrando al Roland Garros. Il primo ritiro per un guaio fisico risale al torneo di Vienna dell’ottobre 2020, per una vescica al piede destro. La stessa problematica lo fermò a Miami 2022. Sinner soffre le temperature estreme con alti tassi di umidità, anche a causa della carnagione chiara. L’anno scorso si ritirò a Cincinnati (era pure debilitato da un virus) e Shanghai.
Da chi è seguito Sinner dal punto di vista medico?
Per l’infortunio al ginocchio Jannik si è affidato a Gianluca Melegati, che ha lavorato con il Milan e la Nazionale di rugby. Il responsabile medico del team è Luca Semperboni. Il corpo di Sinner è poi affidato al preparatore atletico Umberto Ferrara, allontanato per un anno per il coinvolgimento nel caso Clostebol e rientrato nel team dopo la vittoria di Wimbledon del 2025.
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