di
Alfio Sciacca
I fatti risalgono alla notte tra l’11 e il 12 agosto. Gli avvocati: «Questione privata, non rilasceremo commenti»
Si vedrà se anche questa volta troverà qualcuno disposto a pagargli la cauzione e se i giudici saranno disposti a concedergliela. Per il momento Jacques Moretti, 50 anni, torna in carcere. Questa volta pare abbia picchiato la moglie Jessica Maric. Accusa che si aggiunge a quelle per la strage di capodanno a Le Constellation a Crans-Montana, dove morirono 41 persone e altre 115 rimasero ferite. La notizia è stata rilanciata dalle tv svizzere Léman Bleu e Rts. Per Moretti è scattata la detenzione preventiva per violenza privata nei confronti della donna con la quale condivideva la gestione de Le Constellation e l’inchiesta nella quale sono indagati assieme ad altre 14 persone.
Al momento non si hanno molti dettagli sulle presunte violenze avvenute nella villa a quattro piani in cui vivono a Lens, poco distante da Crans. Non è neanche noto se l’arresto è scattato a seguito di una denuncia della moglie o per iniziativa autonoma della magistratura. È certo invece che la donna è finita in ospedale. Circostanza che lascia ipotizzare che non sia stata una banale lite. Le presunte violenze risalgono ad una decina di giorni fa, nella notte tra il 11 e il 12 agosto, e non è chiaro quando è stata dimessa e se la donna è tornata a vivere nella casa di Lens.
Forse un episodio isolato o magari l’ennessima lite sfociata in un ricovero in ospedale. Ma per arrivare all’arresto è evidente che le accuse devono essere gravi. Oltre a suonare come un segnale che magari si è rotto qualcosa all’interno di una coppia che si è sempre mostrata unita e pronta a spalleggiarsi nel respingere le accuse di non aver fatto il possibile per evitare la strage che ha distrutto la vita di decine di giovani. Moretti non ha precedenti per violenza, ma nel 2008 venne condannato in Francia per «sfruttamento aggravato» della prostituzione.
I legali della coppia ci tengono comunque a tenere distinta la storia delle presunte violenze dall’indagine sulla strage. «Questi fatti, oggetto di un procedimento distinto, riguardano esclusivamente la loro vita privata, motivo per cui non forniremo alcun commento», dicono Yaël Hayat, Nicola Meier e Patrick Michod. Fatti, aggiungono, «che non possono essere confusi con la tragedia de Le Constellation, ma si inseriscono comunque in un contesto che non può essere ignorato, quello di una prova particolarmente intensa che i coniugi Moretti hanno cercato di affrontare insieme a partire dal primo gennaio. La vita privata deve ora riprendere i propri diritti».
Qualche settimana fa il tribunale cantonale per le misure coercitive aveva prorogato di tre mesi le misure cautelari nei confronti dei coniugi che quotidianamente hanno l’obbligo di presentarsi presso un posto di polizia. Alla fine di gennaio suscitò grande indignazione la scarcerazione di Jaques Moretti a fronte del pagamento di una cauzione di 200 mila franchi da parte di un misterioso benefattore. Da allora la coppia si è barricata nella lussuosa villa di Lens, tenendo alla larga i giornalisti. Le uniche uscite per gli interrogatori in Procura, ma anche per seguire i lavori in vista della riapertura di due loro locali, «Le Vieux Chalet» e «Le Senso», tra Crans e Lens. E questo nonostante una petizione che ha già raccolto oltre 50 mila firme.
23 agosto 2026 ( modifica il 23 agosto 2026 | 22:48)
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