Melbourne, domenica sera. Dopo il primo Gran Premio del mondiale 2026 l’idea generale era quella di essere al via di una stagione che sarebbe stata marchiata a fuoco dalla Mercedes. Non c’era neanche il dubbio su quale dei due piloti, tra Russell e Antonelli, sarebbe stato campione del mondo. La prima certezza a saltare è stata quella relativa a George; ora, alla ripresa della stagione dopo la pausa estiva, anche la Mercedes non è più vista come il riferimento assoluto. 

Antonelli è nella sua comfort zone, grazie a uno stato di forma che continua a essere straordinario e, soprattutto, al fieno messo in cascina nella classifica generale. Se però si guarda la linea di tendenza, si scopre che negli ultimi sei Gran Premi la Mercedes ha ottenuto ‘solo’ due successi, gli stessi di Ferrari e della ritrovata McLaren. È sotto gli occhi di tutti come il lavoro di sviluppo degli avversari sia stato molto più massiccio di quello portato in pista dai tecnici di Brackley, e la pista sta evidenziando in modo sempre più chiaro come la concorrenza abbia colmato il gap di inizio anno. A Zandvoort c’è stato anche qualcosa in più: in gara il passo della McLaren, e anche quello della Ferrari, è stato superiore a quello delle due W17. 

Toto Wolff, Mercedes

Toto Wolff, Mercedes

Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images

“Non abbiamo i soldi necessari per portare sviluppi sulla macchina – ha ammesso Toto Wolff – ho già detto che stiamo cercando di distribuire uniformemente le risorse nel corso della stagione, sulla base dei nostri calcoli relativi al momento in cui possiamo introdurre gli aggiornamenti più importanti e cercando di ottimizzare i punti nel campionato. Ma semplicemente non possiamo fare ciò che non possiamo permetterci. È per questo che si parla di una corsa allo sviluppo. Quando porti un aggiornamento, ciascuno dei top team può trovare almeno un paio di decimi, ed è quello che perdi quando non lo fai. Quindi sì, per noi la situazione è diventata un po’ più difficile rispetto all’inizio dell’anno”. 

In questo scenario la Mercedes può essere molto soddisfatta del verdetto di Zandvoort. Non ha vinto, ma ha raccolto il massimo possibile con la seconda e la terza posizione e, visti i valori in campo, è un gran bottino. A sorridere è stato soprattutto Antonelli, che ha incrementato il vantaggio sugli inseguitori: il tandem Russell-Hamilton è ora distante 59 punti. Kimi ha ottimizzato tutto il possibile, con due partenze impeccabili che gli hanno consentito di portarsi in testa alla corsa. Con le gomme medie Antonelli ha anche accarezzato il pensiero di far suo il Gran Premio d’Olanda, ma una volta passati alle Hard il passo della McLaren di Norris è diventato proibitivo. 

Andrea Kimi Antonelli, Mercedes

Andrea Kimi Antonelli, Mercedes

Foto di: Alastair Staley / LAT Images via Getty Images

Il gap è diventato così ampio da far nascere il sospetto che sulla monoposto di Kimi qualcosa non stesse funzionando come previsto, visto che il cambio di passo, in negativo, si è confermato anche con il set di Soft montato per lo stint finale. Nelle fasi conclusive c’è stato anche l’episodio che ha coinvolto Russell. Proprio grazie al set di gomme ‘rosse’, Antonelli ha recuperato il gap che lo separava dal compagno di squadra e, a quel punto, dal muretto box hanno chiesto a George di dare strada a Kimi per non perdere tempo nei confronti delle due Ferrari che sopraggiungevano alle loro spalle. Russell ha obbedito, ma in questi casi c’è sempre la possibilità di qualche strascico. 

“No, non credo che ci saranno problemi – ha spiegato Wolff –. Ovviamente gli ordini di squadra sono sempre difficili da accettare, ma è qualcosa di cui discutiamo sempre. Si è creata una situazione sulla quale ci eravamo accordati durante il meeting strategico tenuto in mattinata: non dobbiamo perdere tempo l’uno con l’altro. Quando hai degli avversari alle calcagna, come abbiamo visto con le Ferrari all’inizio dell’anno a Shanghai, rischi di perdere moltissimo tempo in gara e, di conseguenza, altri punti. Per questo cerchiamo di essere proattivi ed evitare di perdere punti. Oggi non è stata una decisione particolarmente difficile, perché Kimi era secondo, nettamente davanti a George, e sostanzialmente dopo il pit-stop abbiamo semplicemente ripristinato l’ordine precedente. Quindi è stato del tutto normale, nessun problema al riguardo, e avremmo fatto esattamente la stessa cosa a parti invertite. Tutto qui”. 

Andrea Kimi Antonelli, Mercedes, George Russell, Mercedes

Andrea Kimi Antonelli, Mercedes, George Russell, Mercedes

Foto di: Michael Potts / LAT Images via Getty Images

Non è certo questo il problema maggiore che oggi deve affrontare la Mercedes. La W17 ha bisogno di un lifting, e anche in tempi brevi, altrimenti i successi di tappa diventeranno merce sempre più rara. I piani fatti a Brackley dopo la prima parte di stagione prevedevano una situazione di classifica ancora più rosea di quella attuale. 
“Ci sono molti modi di analizzare la situazione – ha commentato in merito Wolff –. Abbiamo speso troppo all’inizio e nello sviluppo iniziale? Non credo. Penso semplicemente che siamo un’organizzazione con determinate dimensioni e una determinata infrastruttura. E, sotto questo aspetto, avevamo una macchina davvero veloce. Abbiamo lasciato per strada tra i 50 e i 100 punti a causa dei problemi di affidabilità, e quei punti ci avrebbero consentito di avere un certo margine, un vantaggio un po’ più ampio rispetto a quello che abbiamo oggi. A parte questo, stiamo semplicemente continuando a seguire il piano che avevamo stabilito e ciò che le nostre disponibilità finanziarie ci consentono di fare”. 

La Mercedes dovrà fare quadrato per sfruttare al meglio ciò che ha a disposizione. È stato confermato che a Monza Antonelli sconterà la penalità relativa alla nuova power unit, quindi per Kimi si prospetta un weekend in difesa.

“Siamo assolutamente consapevoli della minaccia che arriva dai nostri avversari – ha concluso Wolff – e non si tratta soltanto di Norris. Anche quando hai un vantaggio di 50 punti, è qualcosa di cui devi preoccuparti. Sarà dura e la situazione potrebbe diventare ancora più serrata. Dobbiamo semplicemente fare il miglior lavoro possibile in ogni singola sessione e in ogni singolo weekend. Credo che, come organizzazione, siamo abbastanza forti da vincere le gare”. 

Il potenziale Mercedes, ovviamente, non è svanito, ma il vantaggio tecnico sì. L’impressione è che da qui alla fine ci sarà da lottare punto per punto, senza potersi permettere sbavature. E in questo scenario l’asset più prezioso della Mercedes sta diventando sempre più Antonelli.

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