di
Elvira Serra

Il musicista al Meeting di Rimini: «Non so se credo, ma sono felice di averlo incontrato»

DALLA NOSTRA INVIATA
RIMINI – Del momento surreale in cui sabato pomeriggio papa Leone ha incontrato «Blue Lou» Marini al Meeting di Rimini, il più sorpreso era proprio il sassofonista 81enne dei Blues Brothers, già protagonista del film cult di John Landis del 1980. Parliamo con lui prima del soundcheck del concerto con i «Blues4People», amici che hanno iniziato a suonare le canzoni della BBBand ai tempi dell’università per raccogliere fondi per il sociale, e che nel 2007 hanno coinvolto per la prima volta «Blue Lou» nei loro progetti.

Louis Marini, che effetto le ha fatto incontrare il Papa?
«Quando ci siamo avvicinati gli ho detto che avevo un regalo da parte della Blues Brothers Band, un paio di classici occhiali da sole Ray-Ban. Lui ha replicato che potevano scambiarci i doni perché aveva dei rosari, per me e mia moglie Carmen. È stato un momento davvero cool».



















































Di cosa avete parlato?
«Io gli ho detto che, consapevole o no, la Blues Brothers Band era sempre stata in missione per conto di Dio, avendo viaggiato in tutto il mondo mettendoci cuore e anima».

E lui?
«È stato molto gentile. Ha ricordato di quando guardava il film in seminario, e ha citato la scena ambientata a Milwaukee del salto del ponte».

Immagino il vostro entusiasmo quando avete visto la foto di Prevost seminarista in stile Blues Brothers, con cappello fedora e occhiali scuri.
«Quella foto ha girato da matti negli Stati Uniti. Chi ci ama ha concluso che il Papa fosse un nostro fan e che magari un giorno lo avremmo potuto incontrare. In effetti ci sono appena riuscito! Come ho già detto ai miei amici, mi sembra di aver raggiunto la cima della montagna».

È orgoglioso di avere un pontefice americano?
«Altroché! E di Chicago, poi. E che ha voluto incontrare me! È un onore incredibile, ma anche qualcosa di surreale e fantastico».

L’hanno sorpresa le parole del presidente Trump contro Leone XIV?
«Sinceramente non presto molta attenzione a quello che dice lui».

Crede in Dio?
«Penso di essere una persona spirituale, ma non so quanto possa dire di essere anche religioso. So che quando suono con la band, mi volto verso il nostro batterista, Lee Finkelstein, ci scambiamo uno sguardo e sappiamo che stiamo per avere ancora una volta l’opportunità di fare musica e di far stare bene la gente per un’ora e mezzo. È qualcosa di potente. Le ripeto: non so bene in cosa credo, è un mistero. Ma penso che siamo parte di un grande puzzle: più cerchiamo di capire, meno ne sappiamo».

Questa non è la sua prima volta al Meeting, vero?
«No, è la quinta: ci sono stato due volte con David Horowitz e adesso tre con Blues4People, che ormai sono come una famiglia. Facciamo tante cose: ci siamo esibiti nel carcere di Padova, in una scuola, è molto confortevole suonare insieme».

Dica la verità: questa volta al Meeting non è venuto per loro, ma per Prevost…
«In realtà era già in programma che suonassimo a Rimini. Poi a Chioggia, in occasione di un concerto, ho incontrato Andrea Tornielli, direttore editoriale dei media vaticani, e gli ho chiesto se mi aiutava a incontrare il Papa».
Lei è di origine italiana. Suo nonno Candido era di Darzo, in Trentino.
«A dirla tutta pure mia nonna era italiana, di Bagolino (nel Bresciano, ndr). Io e la mia famiglia siamo appena stati cinque giorni in entrambi i paesi. Dal 2000 cerchiamo di venire ogni anno».

Il suo posto del cuore?
«Sul Lago d’Idro».

L’ultima volta che ha visto il film dei Blues Brothers?
«Mi capitava di vedere qualche spezzone facendo zapping. Invece questa primavera con mia moglie lo abbiamo guardato per intero, dall’inizio alla fine, e sono rimasto colpito da quanto fosse dolce e incantevole. Sono orgoglioso di averne fatto parte».

Avrebbe mai immaginato, dopo più di 40 anni, di continuare a cantare in tutto il mondo le canzoni del film con la Blues Brothers Band?
«Se ai tempi qualcuno me lo avesse detto gli avrei risposto: sei totalmente pazzo (questo lo dice in italiano, ndr)».

24 agosto 2026