di
Irene Soave
La lettera firmata da due senatori democratici: «Nella peggiore delle ipotesi, rafforza l’idea che gli interessi speciali delle multinazionali straniere possano ottenere lucrose esenzioni tariffarie ricoprendo Trump di regali»
Che nesso c’è tra l’anello d’oro a 18 carati, tempestato da 321 diamanti, valore 25-35 mila euro, donato a Donald Trump da due aziende belghe, e l’esenzione dai nuovi dazi scattata poche settimane dopo per l’industria diamantifera europea?
Due senatori democratici, Elizabeth Warren (già candidata alle primarie presidenziali) e Richard Blumenthal, hanno chiesto spiegazioni in una lettera di qualche giorno fa.
Nella lettera si legge che il dono solleva seri interrogativi legali ai sensi della legge federale statunitense sulla corruzione e potrebbe comportare sanzioni penali per le aziende. «Nella migliore delle ipotesi», scrivono, «in un momento così delicato per le decisioni tariffarie, crea una palese apparenza di scorrettezza. Nella peggiore delle ipotesi, rafforza l’idea che gli interessi speciali delle multinazionali straniere possano ottenere lucrose esenzioni tariffarie semplicemente ricoprendo il Presidente Trump di regali preziosi».
L’anello, realizzato a mano, è stato donato all’ambasciatore statunitense in Belgio dal presidente dell’Antwerp World Diamond Centre, l’associazione dell’industria belga dei diamanti che ha sede a Anversa, come regalo per il presidente Trump in onore del 250 esimo anniversario della nascita degli Stati Uniti, occorso il 4 luglio.
Poco dopo, il 24 luglio, l’amministrazione Trump ha ufficialmente esentato i diamanti naturali europei dalle nuove tariffe previste dalla Sezione 301, ripristinando l’accesso al mercato belga senza dazi.
Anversa ha respinto le accuse di un presunto collegamento tra un anello d’oro a 18 carati tempestato di 321 diamanti, recentemente donato al presidente degli Stati Uniti Donald Trump, e l’esenzione dai dazi. «La discussione sui dazi di importazione statunitensi è stata completamente separata».
E anche la Casa Bianca ha negato qualsiasi favore a gruppi di interesse. Un funzionario dell’amministrazione ha dichiarato alla Reuters che l’anello di diamanti è comunque proprietà federale: se il presidente vorrà tenerlo, dovrà pagare al governo il prezzo di mercato.
24 agosto 2026 ( modifica il 24 agosto 2026 | 13:47)
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