La carestia che colpisce Gaza City, certificata dal rapporto dell’Integrated Food Security Phase Classification (Ipc), può essere fermata se Israele autorizza l’ingresso degli aiuti umanitari nell’enclave palestinese. Lo sottolinea l’Unrwa, l’agenzia Onu per i rifugiati palestinesi, denunciando di avere “magazzini pieni di cibo, medicine e forniture igieniche in Egitto e Giordania”, ma di non poter fare arrivare questo materiale a destinazione. Quattro bambini sono stati uccisi durante i raid israeliani: erano in una tenda durante un attacco aereo, stavano cercando riparo. In Israele, polemica per le parole del presidente americano, Donald Trump, sugli ostaggi. “Il ministro Dermer ci aggiorni”, hanno chiesto dal Forum delle famiglie degli ostaggi dopo che il tycoon ha detto che Hamas ha “20 ostaggi vivi”. Il coordinatore per gli ostaggi di Netanyahu, Gal Hirsh, ha inviato un messaggio alle famiglie insistendo sul fatto che le informazioni di Israele non sono cambiate.
20:26
Decine di migliaia di manifestanti in piazza per gli Ostaggi a Tel Aviv
Decine di migliaia di manifestanti si sono radunati in Piazza degli Ostaggi e in Begin Road, chiedendo la restituzione degli ostaggi tenuti da Hamas. I manifestanti di Begin Road hanno acceso un falò sulla strada e in entrambi i luoghi sono state esposte foto degli ostaggi.
20:18
Gantz a Netanyahu, “creare un governo per liberare rapiti”
Il leader del partito centrista israeliano Unità Nazionale, Benny Gantz, ha invitato Benyamin Netanyahu, il leader dell’opposizione Yair Lapid e il presidente del partito Yisrael Betyenu, Avigdor Liberman, a formare quello che definisce un “governo per la redenzione dei prigionieri e l’uguaglianza nel fardello”, con un chiaro mandato di sei mesi prima di nuove elezioni. La proposta prevede che il partito di Gantz si unisca temporaneamente alla coalizione per concentrarsi sul rilascio degli ostaggi e sulla promozione di una legislazione sull’arruolamento degli ultra-ortodossi. “Non voglio salvare Netanyahu, ma gli ostaggi”, ha detto.
20:01
Idf, indagine su nuovi missili Houthi
La radio dell’esercito israeliano riferisce che l’esercito sta indagando per verificare se un missile balistico lanciato ieri sera dagli Houthi nello Yemen trasportasse testate separabili che causano più danni e sono più difficili da intercettare rispetto a un proiettile a testata singola. L’esercito israeliano aveva affermato ieri che il missile si è “disintegrato in aria” e che sono stati lanciati intercettori per contrastare i frammenti. I video che circolano sui media israeliani mostrano il missile volare nel cielo notturno e poi alcuni frammenti cadere su alcune zone di Tel Aviv. L’esercito sta ora valutando se il missile trasportasse più testate. L’Idf starebbe anche valutando se l’Iran possa aver trasferito la tecnologia per le armi al gruppo yemenita, dopo che i media statali iraniani hanno confermato l’uso di missili balistici multitestata durante la guerra di 12 giorni con Israele a giugno. I notiziari statali iraniani hanno anche condiviso video degli attacchi degli Houthi di ieri.
19:52
Smotrich, chi non evacua Gaza city muoia o si arrenda
In un recente incontro, il capo di stato maggiore israeliano Eyal Zamir si è scontrato con i ministri di estrema destra Bezalel Smotrich e Itamar Ben Gvir, affermando che le Idf non sono sicure di quanto tempo ci vorrà per evacuare la popolazione civile di Gaza City. “Vi abbiamo ordinato un’operazione rapida. Secondo me, potete assediarli. Chi non evacua, non lasciate che se ne vada. Senza acqua, senza elettricità, può morire di fame o arrendersi. Questo è ciò che vogliamo e voi siete in grado di farlo”, avrebbe dichiarato Smotrich, secondo quanto riportato da Channel 12 e rilanciato dal Times of Israel
19:19
Media: uno o due ostaggi in pericolo di vita per gravi condizioni di salute
Sono “in pericolo di vita” almeno “uno o due ostaggi” trattenuti nella Striscia di Gaza e le cui condizione di salute sono giudicate “molto gravi”. Lo riporta l’emittente N12 citando una valutazione fatta dalle autorità in Israele.
19:03
Sindacato dei giornalisti palestinesi, un altro reporter ucciso a Gaza. In tutto sono 270
Il Sindacato dei giornalisti palestinesi ha confermato che il giornalista Khaled al-Madhoun è stato ucciso dall’esercito israeliano nella Striscia di Gaza settentrionale. E’ stato preso di mira nei pressi del valico di Zikim, a nord della città di Gaza assediata, mentre attendeva di documentare l’arrivo di un numero limitato di camion di aiuti umanitari. Secondo un conteggio di Shireen.ps, un sito web di monitoraggio che prende il nome dalla giornalista di Al Jazeera Shireen Abu Akleh, uccisa a colpi d’arma da fuoco dalle forze israeliane nella Cisgiordania occupata nel 2022, dall’inizio della guerra circa 270 giornalisti e operatori dei media sono stati uccisi dagli attacchi israeliani, ovvero circa 13 giornalisti al mese.
18:52
Media, a Gaza oggi almeno 8 bambini uccisi nei raid israeliani
E’ salito a sei bambini uccisi e diversi altri rimasti feriti nell’attacco di stamani dell’artiglieria israeliana sulle tende degli sfollati nell’area di Asdaa – a nordovest di Khan Younis -. Altri due bambini sono tra le vittime in un raid a Jabalia an-Nazla. Lo riferisce al Jazeera citando fonti mediche.
18:40
Media, almeno 51 palestinesi uccisi a Gaza oggi
Sale ad almeno 51 morti il bilancio dei palestinesi uccisi negli attacchi israeliani a Gaza oggi. Lo scrive Al Jazeera citando fonti degli ospedali locali. Di questi, almeno 16 persone sono state uccise mentre cercavano di ricevere aiuti.
18:18
Familiari degli ostaggi: stop all’attacco di Gaza City
Pressione alle stelle sul primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu da parte dei famigliari degli ostaggi trattenuti da Hamas per la firma immediata dell’accordo di cessate il fuoco graduale e il rilascio dei loro cari, condizionati secondo loro allo stop dell’operazione militare avviata su Gaza City. “Se Netanyahu firma l’accordo, domenica potrà già iniziare a negoziare per il ritorno del resto degli ostaggi in cambio della fine della guerra”, ha dichiarato Einav Zangauker, madre dell’ostaggio Matan Zangauker, a margine della protesta in corso a Tel Aviv. “Se la conquista di Gaza City inizia, non ci sarà un accordo”, ha aggiunto Zangauker, accusando Netanyahu di “porre ostacoli prima di un accordo e di incolpare Hamas” mentre porta avanti i piani per conquistare il più grande centro urbano della Striscia. Yehuda Cohen, padre del soldato Nimrod Cohen, si appella al presidente degli Stati Uniti Donald Trump affinché faccia pressione su Netanyahu per firmare un accordo per porre fine alla guerra e liberare tutti i prigionieri. “E’ giunto il momento”, afferma Cohen, “di avvertire che altre vite andranno perse, i nostri cari moriranno” se l’offensiva di Gaza City dovesse proseguire.
18:09
Attesa per l’annuncio di Gantz, “potrebbe rientrare nel governo”
L’ex membro del gabinetto di guerra israeliano, Benny Gantz, terrà una conferenza stampa questa sera. Lo riporta il Times of Israel citando il portavoce del parlamentare israeliano, mentre il suo partito di centro Unità Nazionale sta valutando la possibilità di rientrare nel governo – che ha abbandonato a giugno 2024 – per contribuire ad approvare un potenziale accordo di cessate il fuoco e rilascio degli ostaggi, a cui si oppongono i partner di estrema destra della coalizione guidata dal primo ministro Benyamin Netanyahu.
17:53
Media: “I tank Idf sono in un sobborgo di Gaza City”
I carri armati delle Forze di difesa israeliane (Idf) sono entrati nel quartiere di Sabra, a Gaza City, nella Striscia di Gaza centrale. Lo riferiscono i media locali, ripresi da quelli israeliani, tra cui Ynet.
17:25
Padre ostaggio a Trump: “Lei è il presidente della pace. Fermi Netanyahu”
“Lei è il presidente della vita e della pace, non il presidente della morte e delle guerre. Le vite possono essere salvate, i nostri figli possono tornare vivi dai tunnel: solo lei può ordinare a Netanyahu di porre fine alla guerra e porre fine alla perdita di vite umane”. A lanciare l’accorato appello al presidente Usa Donald Trump è Yehuda Cohen, il cui figlio, il soldato Nimrod Cohen, è tenuto prigioniero da Hamas. “Il momento è adesso: se Netanyahu inizia un’operazione per conquistare Gaza, altre vite andranno perse, i nostri cari moriranno. Sono vivi, stanno sopravvivendo nei tunnel. Signor Presidente, firmi l’accordo”, ha insistito il padre dell’ostaggio.
17:02
Ministro salute Gaza, 62.622 morti da inizio guerra
Il ministero della Salute di Gaza, guidato da Hamas, afferma che dall’inizio della guerra nell’enclave palestinese sono state uccise oltre 62.000 persone. In una nota su Telegram, il ministero ha affermato che 62.622 persone sono state uccise e oltre 157.673 ferite dal 7 ottobre 2023.
16:37
Media, Hamas ha indetto un pellegrinaggio di massa nella moschea di Al-Aqsa
Hamas ha indetto un “pellegrinaggio di massa” alla moschea di Al-Aqsa a Gerusalemme est, in seguito alle provocazioni dei coloni israeliani che vogliono intensificare i raid sul terzo luogo sacro dell’Islam. Lo riporta Al Jazeera citando una dichiarazione nella quale Hamas ha avvertito della “gravità” della situazione e delle “ripercussioni delle pratiche terroristiche e delle incursioni provocatorie” dei coloni. “Chiediamo sforzi più intensi per contrastare l’espansione degli insediamenti e sostenere la fermezza del popolo di Gerusalemme con tutti i mezzi possibili”, ha esortato l’organizzazione palestinese.
15:52
In serata manifestazioni in Israele per accordo sugli ostaggi
In serata sono previste manifestazioni in tutta Israele per chiedere il rilascio degli ostaggi e contro il governo guidato dal premier Benjamin Netanyahu, in vista della giornata di proteste di massa annunciata per martedì prossimo dal Forum dei familiari degli ostaggi. Domenica scorsa, secondo gli organizzatori, quasi un milione di israeliani ha partecipato allo sciopero nazionale unendosi a manifestazioni in tutto il Paese – tra cui la principale a Tel Aviv con 500 mila partecipanti – per chiedere l’immediato rilascio dei rapiti. Si è trattato della manifestazione più grande dal settembre 2024, quando la popolazione scese in massa in piazza per protestare dopo l’assassinio di sei giovani ostaggi a Gaza.
15:41
Emine Erdogan, la First lady turca scrive a Melania Trump: “I bambini di Gaza devono essere difesi”
“In questi giorni, in cui il mondo sta vivendo un risveglio collettivo e il riconoscimento della Palestina è diventato una volontà globale, credo che il vostro appello a favore di Gaza adempirebbe a una responsabilità storica nei confronti del popolo palestinese”, ha scritto la first lady turca. Emine Erdogan ha anche suggerito a Melania Trump di inviare una lettera al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, chiedendo “la fine della crisi umanitaria” in corso nell’enclave palestinese. “Dobbiamo unire le nostre voci e le nostre forze contro l’ingiustizia”, ha proseguito la moglie di Recep Tayyip Erdogan. “La frase ‘bambino sconosciuto’ scritta sui sudari di migliaia di bambini di Gaza apre ferite irreparabili nelle nostre coscienze”, ha detto Emine Erdogan, sottolineando che Gaza è diventata “un cimitero per bambini”.
15:18
Turchia, Israele è spudorato perché i suoi crimini di guerra sono rimasti impuniti
“Ciò che incoraggia Israele e lo rende spudorato è che i suoi crimini di guerra e le violazioni del diritto internazionale sono rimasti impuniti fino ad oggi”. E’ quanto si legge in una nota diffusa dal ministero degli Esteri turco in relazione alla carestia riconosciuta dalle Nazioni Unite nella Striscia di Gaza. Lo riporta l’agenzia di stampa Anadolu.
15:03
Media, 61 morti e 308 feriti è il bilancio degli attacchi israeliani nella Striscia nelle ultime 24 ore
È salito a 61 morti e 308 feriti il bilancio degli attacchi israeliani nella Striscia di Gaza nelle ultime 24 ore. Lo rende noto il ministero della Salute di Gaza, gestito da Hamas, secondo quanto riporta Al Jazeera.
14:07
Huckabee attacca l’Onu, “corrotta” e “incompetente”
L’Onu dovrebbe dichiararsi “corrotta e incompetente” e i media internazionali non capiscono la vera storia della “carestia” a Gaza. Lo ha affermato l’ambasciatore statunitense in Israele Mike Huckabee, attaccando l’Onu dopo la dichiarazione secondo cui a Gaza sarebbe in corso una carestia. Su X Huckabee ha scritto che mentre gli ostaggi “muoiono di fame, Hamas sta ingrassando”. “Nel frattempo il cibo delle Nazioni Unite marcisce al sole”, ha concluso l’ambasciatore.
13:48
Sondaggio, per 62% israeliani governo ha perso la fiducia del Paese
Il 62% degli israeliani ritiene che il governo del premier Benjamin Netanyahu non goda della fiducia della maggioranza della popolazione. È quanto emerge da un sondaggio del quotidiano israeliano Maariv, secondo cui solo il 27% afferma che il governo riscuota fiducia, mentre l’11% risponde di non saperlo. Per quanto riguarda invece un accordo sugli ostaggi, il 26% degli intervistati ritiene che il governo dovrebbe firmare un accordo immediatamente, anche solo per il rilascio parziale, per il 46% il governo dovrebbe firmare un accordo globale che ponga fine alla guerra a Gaza, mentre il 18% si oppone a un accordo, ritenendo che l’esercito debba continuare a combattere Hamas anche a rischio della vita degli ostaggi.
12:53
Hamas, 8 morti per fame a Gaza tra cui due bimbi
Otto persone, tra cui due bambini, sono morte di malnutrizione nelle ultime 24 ore a Gaza. Lo ha riferito il ministero della Salute palestinese nella Striscia guidata da Hamas. In totale 281 persone, tra cui 114 bambini, sono morte a causa della fame. Ieri le Nazioni Unite hanno dichiarato ufficialmente la carestia nella Striscia, attribuendola all’ostruzionismo sistematico degli aiuti da parte di Israele.
12:46
Israele impedisce a 2 medici stranieri ingresso a Gaza
Israele, su indicazione dello Shin Bet, ha impedito a due medici stranieri, provenienti da Stati Uniti e Francia, di entrare nella Striscia di Gaza. Lo ha riferito Haaretz, precisando che si tratta dell’americana Mimi Syed e della francese Catherine Le Scolin-Quere. le due dottoresse sarebbero dovute tornare nell’enclave palestinese giovedì scorso per svolgere attività di volontariato negli ospedali locali, ma il Cogat ha comunicato loro all’ultimo minuto che non sarebbe stato loro consentito l’ingresso. A contribuire alla decisione, secondo Syed, sono state le sue interviste a media israeliani e stranieri che ha dato dopo aver lasciato Gaza lo scorso dicembre, in cui criticava lo Stato ebraico per la guerra nella Striscia.
12:22
Unrwa: “Carestia può essere fermata”
La carestia che colpisce Gaza City, certificata dal rapporto dell’Integrated Food Security Phase Classification (Ipc), può essere fermata se Israele autorizza l’ingresso degli aiuti umanitari nell’enclave palestinese. Lo sottolinea l’Unrwa, l’agenzia Onu per i rifugiati palestinesi, denunciando di avere “magazzini pieni di cibo, medicine e forniture igieniche in Egitto e Giordania”, ma di non poter fare arrivare questo materiale a destinazione. “La catastrofe in corso può essere invertita: inondiamo Gaza di aiuti su larga scala attraverso le Nazioni Unite, inclusa l’Unrwa. Ci sono scorte sufficienti per riempire 6mila camion. Lo Stato di Israele deve permetterci di portarle a Gaza”, ha dichiarato l’Unrwa in un post su X.
11:47
Media, almeno 34 uccisi oggi a Gaza
E’ di almeno 34 morti palestinesi il bilancio degli attacchi israeliani nella Striscia di Gaza. Lo riferiscono fonti mediche ad al Jazeera, precisando che tra le vittime ci sono 8 persone che cercavano aiuti alimentari e diversi bambini.
10:58
Idf: “Sopravvivenza del governo dipende da occupazione Gaza City”
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, è consapevole che la sopravvivenza del suo governo dipende dall’attuazione dei piani per l’occupazione di Gaza City. E’ quanto hanno sottolineato fonti interne alle Idf citate dal quotidiano israeliano Maariv. “L’impressione è che il primo ministro stia portando avanti l’operazione perché comprende di non poter mantenere il controllo del suo governo senza di essa: crollerebbe”, ha affermato una fonte della Difesa. Gaza City, cuore politico e militare di Hamas, resta uno degli ultimi rifugi nel nord della Striscia, ospitando centinaia di migliaia di sfollati.
10:07
Unrwa, Israele deve permetterci di portare aiuti a Gaza
“La carestia a Gaza City può essere fermata. Invertire la catastrofe in corso: inondare Gaza con un massiccio aumento degli aiuti attraverso le Nazioni Unite, inclusa l’Unrwa. Solo i magazzini dell’Unrwa in Giordania ed Egitto sono pieni. Ci sono abbastanza cibo, medicine e prodotti igienici pronti per riempire 6.000 camion. Lo Stato di Israele deve permetterci di portare aiuti a Gaza”. E’ l’appello lanciato dall’agenzia Onu per i palestinesi con un messaggio su X, all’indomani della dichiarazione ufficiale di carestia nella Striscia da parte delle Nazioni Unite.
09:25
Indagine ong Usa e Gb, ‘almeno 64 attacchi a centri aiuti Gaza’
Un’indagine congiunta condotta da Forensic Architecture, un gruppo di ricerca di Londra, e dalla World Peace Foundation, affiliata a una università del Massachusetts, ha rilevato almeno 64 casi di civili palestinesi aggrediti dall’esercito israeliano mentre cercavano aiuti a Gaza. Il rapporto, ripreso da Al Jazeera, afferma che di questi episodi, 25 sono stati registrati vicino ai punti di distribuzione alimentare della controversa Gaza Humanitarian Foundation (Ghf), una società no profit con sede nel Delaware di fatto gestita da Stati Uniti e Israele. Il rapporto afferma, inoltre, che i palestinesi sono costretti a camminare in media 6 chilometri per raggiungere un punto di razionamento del Ghf. “A dispetto di consolidati principi umanitari che impongono che gli aiuti umanitari non vengano utilizzati impropriamente per fini militari o politici, Israele sta strumentalizzando gli aiuti”, afferma il rapporto.
09:11
Media, almeno 19 palestinesi morti nei raid Idf dall’alba
Si aggrava il bilancio delle vittime dei raid israeliani su Gaza. Almeno 19 palestinesi, riferisce l’emittente al-Jazeera, sono stati uccisi in attacchi aerei e bombardamenti condotti dalle Idf dall’alba. Tra le vittime, 17 persone sono morte in un raid che ha colpito tende nella città meridionale di Asdaa. Altri due palestinesi sono stati uccisi e numerosi feriti in un attacco che ha colpito una casa nel campo profughi di Maghazi, nel centro della Striscia di Gaza.
08:43
Ambasciata Israele a Roma: “Preoccupa la presenza di soggetti legati ad Hamas in Italia”
“Preoccupa quello che la vostra inchiesta ha fatto emergere. Preoccupa molto la presenza di soggetti collegati ad Hamas in Italia”. Lo ha dichiarato l’ambasciatore di Israele in Italia, Jonathan Peled, commentando con Il Tempo l’inchiesta del quotidiano sui rapporti tra alcune aree politiche italiane e persone vicine al movimento islamista palestinese. “Ci sono figure già sanzionate dagli Stati Uniti, come Mohammad Hannoun – ha ricordato Peled – ma confidiamo nell’attenzione delle autorità italiane”. L’ambasciatore ha poi denunciato la “guerra mediatica” vinta da Hamas: “Stiamo vincendo il conflitto militare, ma perdendo la battaglia della comunicazione a causa di disinformazione, propaganda e pregiudizi antisionisti. Non abbiamo dato sufficiente attenzione a questo fronte, ma è un terreno su cui dobbiamo alzare il livello”. Peled ha anche criticato la relatrice speciale Onu, Francesca Albanese, accusandola di “affermazioni enormi e distorte” sul ruolo di Hamas e aggiungendo: “mi chiedo chi e cosa rappresenti”. L’ambasciatore ha infine espresso forte preoccupazione per il “dilagare dell’antisemitismo” in Europa e in Italia, sostenendo che “è un pericolo non solo per gli ebrei e Israele, ma per l’intero Occidente. In Italia oggi la vita per molti ebrei è diventata più difficile: subiscono aggressioni verbali e fisiche, minacce e scritte offensive”.
08:17
Quattro bambini uccisi mentre si riparavano durante un raid
Quattro bambini sono stati uccisi in un attacco aereo israeliano su Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza. Lo riporta l’emittente al-Jazeera citando fonti mediche, aggiungendo che molti altri sono rimasti feriti nel raid avvenuto nelle prime ore del mattino presto. Secondo fonti palestinesi le vittime sono state uccise dal fuoco israeliano mentre si riparavano in tende per i palestinesi sfollati.
08:15
Trump: forse meno di 20 ostaggi ancora vivi. Israele: non è vero
Il presidente statunitense Donald Trump ha affermato che probabilmente meno di 20 ostaggi israeliani nelle mani di Hamas sono ancora vivi: lo riporta la Cnn. Durante un annuncio sulla Coppa del Mondo nello Studio Ovale, Trump ha detto di aver “fatto uscire molte persone” da Gaza, attribuendosi il merito di un accordo di cessate il fuoco negoziato dall’amministrazione Biden. “Quindi ora hanno 20 (ostaggi vivi), ma probabilmente i 20 non sono effettivamente 20 perché un paio di loro forse non ci sono più”, ha aggiunto. Le dichiarazioni di Trump hanno subito suscitato una risposta indignata da parte del Forum delle famiglie delle vittime di rapimenti e dispersi, che ha rilasciato una dichiarazione in cui chiede un aggiornamento. “Signor Presidente, ci sono 50 ostaggi. Per noi, ognuno di loro rappresenta un mondo intero”, ha affermato il forum nella dichiarazione. “Se il ministro (israeliano per gli Affari strategici) Dermer, che parla solo con gli americani ma non parla né incontra le famiglie degli ostaggi, sa qualcosa di diverso, dovrebbe prima aggiornare le famiglie. È nostro sacro dovere impedire ulteriori sacrifici e riportare tutti a casa”. Dermer è uno dei più stretti collaboratori del primo ministro Benjamin Netanyahu e il forum ha chiesto ripetutamente un incontro con lui. Dopo le dichiarazioni di Trump, il coordinatore per gli ostaggi di Netanyahu – Gal Hirsh – ha inviato un messaggio alle famiglie insistendo sul fatto che le informazioni di Israele non sono cambiate. “Secondo le informazioni in possesso di Israele, non vi è alcun cambiamento rispetto alle informazioni che avete ricevuto in precedenza da noi: 20 degli ostaggi sono vivi. Due sono in condizioni critiche, con gravi preoccupazioni per la loro vita”, si legge nel messaggio di Hirsh
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