Longevità è una delle parole più pronunciate degli ultimi tempi. Se ne legge sui giornali e sui social, se ne parla in programmi radiofonici e televisivi, se ne discute fra amici quando ci si confronta sui propri stili di vita. Chiunque, in un modo o nell’altro, sta affrontando il tema della longevità. Forse anche troppo, sicuramente non sempre nel modo giusto, poiché spesso la conversazione resta generica, lontana da quelli che sono i reali fondamenti scientifici.

E la scienza, occorre dirlo, sotto questo punto di vista va veloce. Alcune credenze valide una decina di anni fa, oggi appaiono già superate da nuove evidenze scientifiche sull’invecchiamento sano. Soprattutto per quello che riguarda l’impatto che hanno l’attività fisica, l’alimentazione e persino la qualità delle relazioni. Per offrire una panoramica completa e aggiornata di ciò che scienza e medicina hanno scoperto negli ultimi 5 anni sul fronte della longevità attiva, è stato elaborato recentemente il primo Rapporto Vivi l’Età, promosso da Meritene e realizzato dallo scienziato Ennio Tasciotti, Direttore dello Human Longevity Program dell’IRCCS San Raffaele di Roma, con l’obiettivo di sintetizzare le più recenti scoperte scientifiche sull’invecchiamento in salute.

Quello che si è scoperto dalla revisione di tutti gli studi realizzati in quest’ultimo arco di tempo è che la longevità con una buona qualità della vita, dopo i 65 anni, dipende principalmente da tre dimensioni: attività fisica e salute muscolare, nutrizione e integrazione proteica, relazioni sociali e salute cognitiva, «fattori che non vanno visti separatamente, ma come tre componenti interconnesse dell’invecchiamento sano», precisa Tasciotti.

Ma c’è di più. Il dato che più colpisce fra quelli prodotti – derivante da una meta-analisi internazionale su oltre 300.000 partecipanti – è che avere relazioni sociali solide che si mantengono anche in età avanzata aumenta la probabilità di sopravvivenza del 50%, con un impatto paragonabile a quello della cessazione del fumo.

Per realizzare questo Rapporto, Tasciotti ha cercato di raccogliere tutti gli ultimi studi sul fronte del movimento, dell’alimentazione e della cognizione. «Sono partito da quello che la gente mi chiede: che cosa devo fare? Quanto esercizio fisico mi serve? Mi farà bene?», ha precisato lo scienziato.