«Il suono interrotto». Un docufilm per non dimenticare Michele Noschese, in arte dj Godzi, morto in circostanze ambigue a Ibiza la scorsa estate dopo un intervento della Guardia civil nella sua abitazione spagnola. «È un modo per custodire la memoria di Michele, per far sì che le persone non lo associno soltanto alla tragedia che gli è accaduta. Perché la storia lo ha dipinto come un drogato scappato di casa invece Michele aveva solo inseguito con coraggio il suo sogno. Lui era una persona che non solo entrava nelle vite degli altri ma lasciava qualcosa: una risata, una parola, un gesto, un ricordo». Alessia Pinto era la sua amica di sempre. Sono cresciuti insieme, hanno studiato insieme, uscivano insieme. Poi, come spesso accade, le vite si separano ma l’amore non si esaurisce. «Anzi, quando ci vedevamo sembrava che ci fossimo lasciati il giorno prima», dice.
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Alessia, Aleja per gli amici, è l’autrice e la regista del docufilm. Il 7 agosto scorso, nel giorno del compleanno di Michele, ha anche lanciato un crownfounding per sostenere questo progetto che sarà poi presentato a Napoli e Ibiza. In poche settimane hanno aderito all’iniziativa 250 persone con contributi che vanno dai 5 euro ai 250. «La cifra non è importante – spiega – l’importante è che ognuno ha partecipato come poteva». Laureata in Imprenditoria e creatività per cinema, teatro e televisione al Suor Orsola Benincasa, ha nel suo curriculum un master in Cinema e Televisione: Ha anche lavorato con Maurizio Imparato che la segue nel crownfiunding. «Dopo anni di attività nel settore pensavo di mollare poi ho letto un’intervista su Il Mattino del papà di Michele e ho deciso di realizzare questo docufilm. È come se mi avesse ispirato lui».
Le storie
Nel docufilm la Pinto parla di Michele bambino, dei suoi sacrifici per realizzare il proprio sogno: diventare calciatore. Degli infortuni che lo hanno allontanato per sempre più dai suoi obiettivi. Di quella prima console che gli era stata regalata e di come la sua avventura sia iniziata così, per caso, mettendo musica alle feste degli amici. Insomma, a realizzare il film sono i suoi stessi amici attraverso i ricordi dei momenti passati insieme. «La sua storia – continua la Pinto – ha colpito tutti e con questa pellicola tutti sapranno perché le persone volevano bene a Michele, chi c’era dietro il dj che animava la notti di ibiza e non solo».
Significativo il commento di una persona che ha donato al progetto 250 euro. «Come amica e come mamma non me la sento di mollare, di lasciare Michele in mezzo alle tante tragedie che accadono e che, con il tempo, vengono dimenticate solo perché non ci riguardano in prima persona». Un’altra amica che ha donato una somma più piccola, accompagna il versamento con un commento: «Una persona non muore mai finché non continua a vivere nella memoria e nel cuore di chi resta».
E il ricordo di dj Godzi questa estate ha superato anche i confini dell’Oceano per essere richiamata anche da un quotidiano argentino oltre che da un magazine on line tunisino.