Tra i personaggi, nativi di Piancastagnaio, che si sono fatti strada nel mondo lavorativo e nella vita si distingue sicuramente Vasco Stolzi, noto visagista, amico di molte stelle del teatro e del cinema, famoso per la brillante carriera svolta in Rai (e non solo), dove ha saputo conquistare la stima, la fiducia e l’amicizia di molte celebrità, che si sono totalmente affidate alla sua arte. Tra queste primeggiano senza dubbio Raffaella Carrà, Enrica Bonaccorti, Edwige Fenech, Mara Venier, ma anche Sophia Loren e molti uomini, come Giuseppe Pambieri e Enrico Montesano. In questi giorni Vasco si trova a Piancastagnaio con la sua famiglia, in occasione di due eventi molto significativi: il Palio delle contrade, corso martedì, e i festeggiamenti per i suoi 60 anni di matrimonio.

E’ vero che la sua passione per il trucco è stata tale da farle trascurare la sua stessa contrada?

La mia contrada di appartenenza è Voltaia. Ma è accaduto che un anno è stata la contrada Borgo a chiedermi di truccare una ragazza. L’anno dopo fu la volta di mia figlia, che doveva sfilare come dama per loro. E da allora sono diventato il truccatore di fiducia delle ragazze di Borgo. Ne trucco oltre quaranta ogni anno, le protagoniste del corteo storico. Sono più desiderato da Borgo che da Voltaia.

Come è iniziata la sua carriera di truccatore televisivo, tra i più apprezzati?

È iniziata con un atto di coraggio di un ragazzo di 20 anni che lascia il paese per la città. Qui a Piancastagnaio lavoravo come barbiere in piazza, ma sognavo lo spettacolo. Un funzionario Rai, di origine pianese, capitò nel negozio e mi avvisò che la Rai stava per indire un concorso per truccatori. Presi la palla al balzo, mi iscrissi e (era il settembre del 1962) decisi di trasferirmi a Roma. Nel frattempo, per vivere, lavoravo come barbiere. Il corso cominciò cinque mesi dopo e io toccai il cielo con le dita. In via Teulada, allora, andava in onda lo sceneggiato I Miserabili. Inizialmente ci vennero spiegati i prodotti da usare e poi cominciammo a lavorare. Io, in quanto barbiere, sapevo usare le forbici e mi trovai molto avvantaggiato. Dopo dieci giorni di corso morì mio padre. Tornai a Piancastagnaio, deciso a non lasciare la mamma e i fratelli soli. Ma loro, conoscendo quella mia forte vocazione, mi spinsero a tornare a Roma dove fui accolto con calore e trovai la forza di andare avanti. Tanta era la mia curiosità come la voglia di imparare, che seguivo il nostro istruttore l’intera giornata, dalle 9 anche fino alle 24. Ci facevano truccare perfino i figuranti de I Miserabili. E l’istruttore, divenuto poi mio amico profondo, Enrico Farina, durante il corso mi fece truccare perfino l’attore Renato Rascel, al teatro Olimpico, in Enrico 61. Addirittura Rascel! Andò tutto bene, una pacca sulla spalla e mi sentii dire bravo

Quando entra definitivamente in Rai?

Il 10 ottobre del 1965, dopo aver vinto un concorso molto impegnativo con 80 candidati e una prova complessa, che prevedeva un trucco femminile, una barba e un effetto speciale. Finalmente fisso. Ho preso parte a tanti programmi e ho truccato tanti attori, Andrea Giordana per esempio, e tante attrici, come Lilla Brignone, Nora Ricci, Sarah Ferrati. Tutte erano molto riconoscenti. Il lavoro richiedeva da parte mia molta attenzione. Per la grande prosa televisiva ho lavorato fino agli anni ’80. Nel frattempo si faceva strada in tv la rivista, con il fortunato show di Mina e Raffaella Carrà Milleluci e nel 1980 Mille Milioni con la Carrà. Siamo stati addirittura un mese in Russia, per le riprese di una puntata speciale da Mosca. Un piacere anche lavorare con le altre conduttrici di programmi di intrattenimento, come Enrica Bonaccorti, Edwige Fenech e Mara Venier. Ma, prima di tutte, Raffaella

Cosa deve, in particolare, a Raffaella Carrà?

L’ho seguita per anni e con lei ho girato tantissimo. Ci ha fatto vedere il mondo. Non solo programmi televisivi (lei ha lavorato anche per Mediaset), ma premiazioni, ospitate. In Argentina, con Maradona, in Spagna, addirittura in un incontro con il re o a festeggiare i 50 anni della Tve. Ci ha fatto fare grandi viaggi e noi, un abito importante, sempre in ordine e ovunque presenti insieme a lei. Era precisissima, forte di carattere, determinata. Mi ha insegnato il rispetto per il lavoro mio e degli altri e la ricerca continua di piccoli cambiamenti, per migliorare l’aspetto, il volto, con mano leggera. Oggigiorno con i nuovi materiali a disposizione si fanno miracoli. Ma io, lo ha ricordato in una trasmissione televisiva l’attore Enrico Montesano, ero già in grado allora di creare molti personaggi e trasformazioni. Io e un altro collega truccavamo Alighiero Noschese. Oggi, però, nell’era degli show, come Tali e quali – devo confessare – ho rimpianto un po’ la mia età.