Dormire in una camera immersa nella natura selvaggia e scoprire, mesi dopo, che sopra il soffitto viveva una colonia di pipistrelli.
È quanto accaduto al Jackson Lake Lodge, nel Grand Teton National Park, in Wyoming, a pochi chilometri da Yellowstone. Una vicenda che ha fatto scattare una vasta operazione sanitaria per il possibile rischio di esposizione alla rabbia.
Il caso risale all’estate 2025, ma i dati diffusi dal CDC nel 2026 permettono ora di ricostruire con maggiore precisione quanto accaduto.
La colonia sopra le camere
Tra maggio e luglio alcuni ospiti avevano segnalato incontri con pipistrelli all’interno delle stanze. Le verifiche hanno poi individuato una colonia nel sottotetto sopra otto camere del lodge.
A quel punto le stanze sono state chiuse e il Wyoming Department of Health, insieme al National Park Service e ai Centers for Disease Control and Prevention (CDC), ha avviato il tracciamento degli ospiti.
Il CDC indica oltre 256 persone potenzialmente coinvolte nell’arco di circa tre mesi. Le valutazioni sanitarie hanno interessato turisti provenienti da decine di Stati americani e da diversi Paesi.
Ma essere stati in quelle camere non significava aver contratto la rabbia. E neppure dover automaticamente ricevere il vaccino.
Il dettaglio che rende i pipistrelli diversi
Il problema è che un contatto con un pipistrello può essere difficile da riconoscere.
I denti sono molto piccoli e un morso può non lasciare una ferita evidente. Lo stesso vale per alcuni graffi. Per questo la presenza di un pipistrello in una stanza dove una persona dorme viene valutata con particolare attenzione, soprattutto quando si tratta di bambini o di persone che potrebbero non accorgersi di un eventuale contatto.
Le autorità hanno quindi ricostruito le circostanze soggiorno per soggiorno.
Alla fine, secondo i dati presentati dal CDC nel 2026, 13 persone sono state considerate a rischio medio o alto e hanno ricevuto la raccomandazione di sottoporsi alla profilassi post-esposizione. Molte avevano visto pipistrelli volare nella propria camera.
E i pipistrelli analizzati?
C’è un elemento rassicurante: nessuno degli animali sottoposti ai test è risultato positivo alla rabbia.
Non era però possibile analizzare tutti i pipistrelli della colonia. Di conseguenza il rischio non poteva essere escluso completamente e le autorità hanno scelto un approccio prudenziale.
La rabbia, infatti, ha una caratteristica che lascia poco spazio agli errori: quando compaiono i sintomi clinici è quasi sempre fatale. Se invece una reale esposizione viene riconosciuta in tempo, la profilassi post-esposizione può impedire lo sviluppo della malattia.
Ed è proprio questo il punto della vicenda americana.
Non un’epidemia di rabbia e nemmeno centinaia di persone contagiate, ma un enorme lavoro di prevenzione nato da qualcosa che, durante una notte in albergo, avrebbe potuto facilmente passare inosservato.

Fonti:
- Centers for Disease Control and Prevention (CDC), Mass Bat Exposure Among Persons Lodging at Grand Teton National Park — Wyoming, 2025, aggiornamento 2026
- National Park Service, Grand Teton National Park, Wildlife and Rabies
- Wyoming Department of Health
- Wyoming Public Media, Guest tracing complete after mass rabies scare at Jackson Lake Lodge
- Associated Press, Hundreds may have been exposed to rabies at bat-infested cabins in Grand Teton National Park