di
Daniela Polizzi
Del Vecchio critica la gestione dell’azienda parlando di rapporto indebolito con le persone: il dito è puntato contro Francesco Milleri, il manager scelto dal fondatore di Luxottica per guidare il gruppo dopo la sua morte
Leonardo Maria Del Vecchio ha lasciato tutti gli incarichi ricoperti in EssilorLuxottica: nella lettera di addio, critica il modo in cui viene gestita oggi EssilorLuxottica. Secondo il giovane imprenditore della Lmdv Capital, la società è diventata più «distante» e «impersonale» e si è indebolito il rapporto con le persone che lavorano nel gruppo. «L’entusiasmo non è quello di prima. Il senso di appartenenza non è quello di prima. La distanza si sente», scrive Del Vecchio, aggiungendo che «le persone lo sanno prima dei mercati». Il riferimento è dunque alla gestione di Francesco Milleri, il manager scelto dal fondatore di Luxottica per guidare il gruppo dopo la sua morte.
Le tensioni in Delfin
Milleri aveva preso il posto del fondatore anche al vertice di Delfin, la cassaforte cui fa capo il 32,4% di Essilux ma anche le quote in Mps (17,5%), Generali (10% circa) e UniCredit (2,7%). Ed è probabile, secondo molti osservatori, che le frizioni si siano consumate proprio in Delfin.
Leonardo Maria Del Vecchio la scorsa primavera aveva provato a rilevare il 25% della capogruppo lussemburghese dai fratelli Luca e Paola. L’idea dell’operazione nasceva dall’impossibilità di trovare un accordo in famiglia. C’erano infatti almeno tre azionisti (Luca, Paola e forse anche Rocco Basilico) che avrebbero voluto vendere le loro quote in Delfin. Così Leonardo Maria si è fatto avanti per acquistarne almeno due nell’ambito di un’operazione che avrebbe richiesto un finanziamento di 10 miliardi da parte delle banche. Ma vista la complessità dell’operazione che richiedeva garanzie e pegni sulle azioni Delfin che la holding per statuto non poteva dare, le banche finanziatrici hanno fatto un passo indietro.

Così Leonardo Maria ha cercato il supporto del board di Delfin che vede al vertice il presidente Francesco Milleri. Ma la sua proposta è stata respinta da quattro consiglieri su sei, con il voto negativo anche dell’amministratore delegato della cassaforte Romolo Bardin. Hanno invece votato a favore lo stesso Milleri e il notaio Mario Notari. E non è bastato. La maggioranza del board non se l’è sentita di sostenere un progetto che poteva mettere a rischio gli assetti di Delfin che il cda deve tutelare per statuto. Da qui sembrerebbe nata la frizione tra il giovane erede e il manager. Milleri aveva comunque dato disponibilità a studiare formule diverse per sbloccare l’impasse tra gli azionisti , anche con un intervento diretto della stessa Delfin. La holding può infatti compiere buyback sulle quote dei soci. Ma anche in questo caso sarebbe stato necessario l’accordo di almeno sei degli otto azionisti, una intesa che in quella fase non era possibile raggiungere.
Gli aspetti personali e familiari
Alla scelta di Leonardo Maria – che lascerà il gruppo il 31 agosto – avrebbero contribuito altri aspetti. Come l’eccessiva esposizione mediatica delle vicende personali del giovane erede, cosa che non sarebbe stata gradita dai vertici di Essilux.
Chi rischia di subire i danni più gravi è infatti la stessa multinazionale che che dal picco di novembre dello scorso anno alla borsa di Parigi ha perso circa il 40 per cento del suo valore. Senza dubbio, la svolta tecnologica impressa da Milleri – che punta sugli smart Glass e il med tech per la nuova fase di crescita – ha richiesto tempo al mercato per capire i nuovi scenari. Ma è soprattutto stata la discordi in famiglia a penalizzare il titolo di Essilux che, però , nelle scorse settimane si stava riprendendo. In questo momento a fare di nuovo le spese di quest’ultimo colpo di scena potrebbe essere Essilux.
La multinazionale ha sempre attratto i migliori talenti sul mercato. Che oggi, alla luce di quanto scritto da Leonardo Maria, potrebbero non vedere più nell’azienda un ambito punto di approdo. Essilux nelle prime ore di contrattazione perde lo 0,5 per cento.
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25 agosto 2026 ( modifica il 25 agosto 2026 | 14:18)
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