di
Floriana Rullo
Il bagnino si era tuffato, riuscendo a portare a riva la moglie di Fasano. Poi si era rituffato per salvare lui, ma il soccorso si è dimostrato difficoltoso
Il bagnino annegato oggi, 25 agosto, nelle acque di Andora – sulla riviera ligure di Ponente – si chiamava Fabrizio Valente, aveva 62 anni, viveva a Savona e da dodici anni era assistente bagnanti nella sede della Sacra Famiglia. «Era una persona solare e socievole, e con i ragazzi ci sapeva fare come pochi – raccontano dalla Fondazione -. Ci ha accompagnati in acqua per dodici estati, con pazienza e generosità. Ha speso la vita ad aiutare gli altri, e così l’ha conclusa».
Conosceva bene il mare e quello che significa lavorare in spiaggia. Il lavoro da bagnino aveva accompagnato una parte importante della sua vita professionale e il suo nome era conosciuto anche a Savona, dove per lungo tempo aveva lavorato ai Bagni Torino, lo stabilimento gestito dai genitori della moglie. Quello del bagnino era il suo secondo lavoro perché lui organizzava in tutto il nord Italia spettacoli pirotecnici e aveva tutte le qualifiche.
L’uomo che stava cercando di salvare, morto con lui, era Luigi Fasano, classe 1960 e risiede a Casalgrasso,un comune italiano di 1.454 abitanti della provincia di Cuneo in Piemonte. Operaio alla Nissha Metallizing Solutions, ex Rotoflex, era in pensione da quattro anni ed amava trascorrere le vacanze ad Andora con la moglie.
Fasano era molto conosciuto tra le colline del Cuneese. «Una persona splendida, cordiale e sempre gentile con tutti – racconta il sindaco Giovanni Donetto che lo conosceva -. Ho lavorato con lui per alcuni anni, e conservo quell’esperienza. Era una persona disponibile. Un amico su cui contare. Partecipava alla vita di comunità, così come la moglie. Grazie le sue passioni anche cantare nel coro della parrocchia. Era anche un appassionato cicloamatore».
25 agosto 2026 ( modifica il 25 agosto 2026 | 17:46)
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