L’estate ha regalato un sogno alla Libertas Livorno con l’invito alla società amaranto a partecipare alla prestigiosa Serie A1 femminile. Un invito che il Presidente Marco Benvenuti, da sempre convinto delle potenzialità del basket in rosa, non si è lasciato sfuggire, riportando la Livorno femminile sul massimo palcoscenico nazionale.
Che le intenzioni siano serie lo dimostra anche il fatto che le Ladies giocheranno le gare casalinghe nello splendido scenario del PalaModigliani, con i suoi oltre 8000 spettatori ormai diventato una delle cattedrali della nostra pallacanestro. A garantire un cospicuo afflusso di pubblico anche il fatto che tutti gli abbonati alla Libertas maschile, militante, non senza ambizioni, in A2 riceveranno un voucher utile per assistere alle partite delle Ladies.
A raccontare la voglia di fare le cose per bene, magari ritagliandosi uno spazio importante anche in un campionato di altissimo livello come la Serie A1, il roster messo a disposizione del confermato coach Luca Andreoli; un roster rivoluzionato, nel quale ci sono però le conferme delle due giocatrici migliori della scorsa stagione, la piccola Giorgia Sammartini e la lunga Anna Poggio. Accanto a questa coppia, in riva al Tirreno altre quattro italiane, tutte giovani, tutte altrettanto promettenti, a partire dalla N’Guessan, lo scorso anno protagonista in A2 con la casacca di Costa Masnaga; accanto alla ex lombarda ci sono poi Giulia Natali, da Broni, Laura Toffali, in uscita dal college dopo il settore giovanile a Costa Masnaga, e Caterina Gilli, da San Martino Lupari.
A chiudere il roster le quattro strangers, che dovranno garantire il salto di qualità alla compagine labronica; due arrivano dal Vecchio Continente, altrettante dagli Stati Uniti. La francese, classe 1993, Cornelie porta a Livorno grande esperienza e, con i suoi 193 centimetri , altrettanta consistenza sotto le plance, mentre l’ungherese classe 1995, Vivien Borondy, aggiunge solidità su entrambi i lati del campo, e tanta esperienza, avendo disputato, in carriera, sia l’Eurolega che l’EuroCup.
Le due americane sono invece Qadashah Hoppie e Adrianna Smith; la Hoppie è una guardia del 1999 che arriva a Livorno dopo la stagione in terra francese, a Montpellier, dove ha disputato anche l’EuroCup e scende in Italia per regalare a coach Andreoli punti ma anche capacità di mettersi al servizio delle compagne. Se la Hoppie arriva dalla vicina Francia, la Smith viene da molto più lontano, addirittura dall’Australia dove, con la canotta delle Dandenong Rosters, ha confermato quanto di buono aveva fatto vedere nell’ultima stagione NCAA, chiusa a 22,8 punti e 10,7 rimbalzi di media. Ala del 2003, aggiungerà alle Ladies tanto talento ed altrettanta capacità di perforare le difese avversarie.
Insomma, una compagine sicuramente ben attrezzata per figurare nell’Olimpo del basket femminile, nel quale le Ladies esordiranno curiosamente con due trasferte, la prima a Campobasso, contro la Magnolia, una delle squadre più attrezzate del torneo, la seconda a Roseto contro le Panthers, mentre l’esordio casalingo è previsto per il 17 ottobre, al “PalaModigliani”, contro la Logiman Broni.
Le parole di coach Luca Andreoli
Il tecnico delle Ladies Libertas Livorno, Luca Andreoli, punta molto sulle “speciali motivazioni” che avranno le sue ragazze:
“Credo che ognuna delle ragazze abbia una motivazione speciale per affrontare questa stagione. C’è chi si affaccia per la prima volta alla Serie A1, chi arriva con il desiderio di riscattarsi, chi rientra in Italia dopo un’esperienza all’estero e chi, come le nostre straniere, ha qualità importanti e tanta voglia di dimostrare il proprio valore. Qadashah Hoppie, ad esempio, potrà tornare ad avere un ruolo da leader offensiva, come aveva già dimostrato a Friburgo.
Vivien Borondy vivrà per la prima volta un’esperienza lontano da casa, ma fin dai primi giorni ha mostrato una straordinaria capacità di integrarsi con lo staff, oltre a possedere qualità tecniche di alto livello. Adrianna Smith è reduce da un’annata da rookie molto positiva e da un finale di stagione eccellente in Australia: oltre alle sue qualità cestistiche, mi ha colpito immediatamente anche dal punto di vista umano.
Jodie Cornelie, invece, ha tutte le caratteristiche per disputare una stagione di rilancio, tornando a ricoprire un ruolo più naturale per le sue caratteristiche. L’identità che volevamo costruire è stata chiara fin dall’inizio. Cercavamo dieci giocatrici capaci di interpretare il gioco su tutti i 28 metri, con grande energia, pronte a incidere fin dai primi possessi senza bisogno di lunghi tempi di adattamento. Vogliamo esprimere una pallacanestro intensa, veloce ed elettrica.
Dal punto di vista tecnico – chiude Andreoli – abbiamo puntato su atlete con qualità di passaggio, tiro e atletismo: erano le caratteristiche fondamentali che cercavamo per costruire questa squadra e credo che l’obiettivo sia stato raggiunto. Ma sono altrettanto soddisfatto dell’aspetto umano: parlando con ciascuno di loro siamo rimasti colpiti dalla disponibilità, dalla mentalità e dall’entusiasmo. È stato un elemento determinante che ci ha convinto a portare a termine tutte le trattative”.

Photocredits: Paola Licheri