Ad inizio mercato la dirigenza ha rifiutato una proposta da più di 40 milioni proveniente dalla Premier, e ad una settimana dalla conclusione lo scenario più probabile porta alla permanenza a Milano
Tutto per l’Inter, solo l’Inter, l’Inter nel cuore. Esattamente come il simbolo nerazzurro Federico Dimarco, Aleksandar Stankovic rappresenta uno dei pochi ragazzi che nel mondo del pallone è riuscito a trasformare il sogno in realtà: dagli spalti in veste di tifoso della propria squadra del cuore a protagonista in campo. Chissà se questo legame fortissimo nasca prettamente da una questione di origini, essendo l’ex Bruges l’unico fra i tre figli di Dejan ad essere nato a Milano e non a Roma (mentre il padre giocava nella Lazio). Di sicuro c’è che per Ale l’esordio contro il Monza si è trasformato in un’emozione difficile da contenere: “22/08/2026: ti aspettavo da sempre” ha scritto Stankovic jr sui social – con tanto di cuori nerazzurri – celebrando il debutto assoluto in prima squadra. Un esordio sognato da anni, accarezzato, rinviato dopo un paio di grandi stagioni vissute in prestito in giro per l’Europa e finalmente conquistato. Non a caso con Cristian Chivu in panchina, l’uomo che in Primavera l’ha visto crescere proprio come – ed insieme – a Pio Esposito. E adesso che il primo sogno è uscito dal cassetto, Stankovic non intende certo fermarsi.
porte chiuse—
Aleksandar Stankovic ha tutte le caratteristiche di cui qualsiasi big, italiana ma soprattutto estera, va alla ricerca sul mercato: giovanissimo (21 anni appena compiuti), duttile, pronto all’uso, margini di crescita ancora esponenzialmente inesplorati. Ecco perché svariate sono state le squadre che si sono avvicinate all’Inter nel tempo per chiedere informazioni: Atletico Madrid, Manchester United e Tottenham quando Ale giocava ancora nel Burges, il Brentford che ad inizio mercato aveva spedito un’offerta da più di 40 milioni di euro per strapparlo ai nerazzurri, manciate di richieste in prestito. L’Inter, come per chiunque, avrebbe valutato con attenzione ogni proposta solo nel caso in cui fosse stata considerata fuori mercato. Stankovic… no. Il centrocampista nerazzurro ha risposto picche a chiunque, intende giocarsi le proprie carte nonostante il folto centrocampo a disposizione di Cristian Chivu e poco importa se per conquistare spazio ci sarà bisogno di lottare. Del resto, per guadagnarsi il ritorno a Milano, Ale aveva già lottato non poco in due anni tra Lucerna e Bruges. Secondo la nota scrittrice Agatha Christie “un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova”. Il terzo indizio che si traveste da prova sarà l’esordio? Probabile. Perché ogni giorno che passa la fine del mercato si avvicina. E la permanenza di Stankovic all’Inter pure.