Il tecnico e talent di Dazn: “Se completano la parte sinistra dell’attacco fanno felice Gasp. Juve, Kolo Muani può fare la differenza”
Giornalista
26 agosto 2026 (modifica alle 09:36) – ROMA
L’esordio in campionato della Roma ha inevitabilmente colpito tutti. Andrea Stramaccioni, che era all’Olimpico per il commento tecnico della telecronaca di Dazn, ha le idee chiare: “Se aggiunge un ultimo tassello per far felice Gasperini e completare la parte sinistra dell’attacco, può secondo me collocarsi come immediata antagonista di Inter e Napoli”.
Cosa l’ha impressionata di più?
“Dal vivo sono rimasto sorpreso dall’intensità e continuità della prestazione dei giallorossi: al 24 agosto è raro vedere una squadra giocare a questi ritmi per 90 minuti. Dybala ha creato tre assist in seguito a tre accelerazioni palla al piede e al 75′ ha effettuato una rincorsa difensiva andando a recuperare una palla sulla trequarti… In queste condizioni nella nostra Serie A diventa difficilissimo da arginare. E l’intesa con Malen è chimica calcistica naturale… Per i movimenti che fa diventa il destinatario ideale della creatività di Dybala. Non è usuale vedere tre assist fra gli stessi due giocatori. Kone è a un livello mondiale, Rodrigo Mora ha caratteristiche che mancavano sulla trequarti sinistra. A questo aggiungerei la percezione di personalità, forza e solidità della “spina dorsale italiana”, con i rinnovi fortemente voluti da Gasperini di Mancini, Cristante e Pellegrini. Un blocco che prima del suo arrivo, da qualcuno dentro Trigoria, non veniva reputato così fondamentale per il futuro. E che invece io ritengo chiave in campo e nello spogliatoio”.
Rispetto alla vigilia di questa prima giornata è cambiato qualcosa tra le favorite per la corsa scudetto?
“È presto, il mercato e le rose sono ancora da completare ma Inter e Roma sono partite fortissimo: idee di gioco chiare e definite. La squadra di Chivu è granitica, ha potenziato tutti i reparti, compreso l’attacco dove non è arrivato nessuno di nuovo: ma dove ho visto un Esposito cresciuto in personalità, consapevolezza e che è sempre più al centro di molti movimenti su cui l’Inter sembra essersi concentrata molto, portando a lavorare le punte affilate in verticale e sfruttando appieno le sue caratteristiche. In più la qualità del gioco in costruzione si avvale di giocatori come Akanji, Bastoni e Stones, tutti difensori molto abili a iniziare il gioco da dietro. Una rarità nella nostra Serie A. Attendendo di vedere all’opera Curtis Jones e Spence”.
Come ha visto l’altra favorita per il titolo, il Napoli?
“Ha vinto su un campo non facile con una prestazione decisa dagli innesti e dalla determinazione nel cercare il successo. Esattamente come il Milan. È forte, ha spessore ed esperienza, poi con Alisson e Vergara ha acquisito fantasia e velocità. A centrocampo con il 4-3-3 un top parte fuori, e questa la vedo più come una risorsa che come un problema. Forse un attaccante con caratteristiche diverse da Hojlund può completare il reparto offensivo. E vedo anche un punto in cerca di conferme nel partner di Rahmani. Allegri sta lavorando molto su Marin, vedremo”.
“Mi sono piaciute due cose su tutte. In primo luogo l’atteggiamento senza palla della squadra, a lungo tema delle precedenti gestioni. Chiara l’idea di pressione alta moderna con sacrificio di tutti i giocatori nei duelli individuali, nessuno escluso, poi ci sarà da lavorare sui tempi e la durata perché nel finale la squadra è sembrata pagarla. Ma l’approccio mi piace. E poi la voglia di vincere passando da intensità e gioco, provando ad usare tutte le risorse a disposizione, dal lavoro su Chukwueze al coraggio con Cisse. Buona la prima ma il giudizio è sospeso perché ad Amorim mancano ancora tanti tasselli da vedere in campo, a partire dall’utilizzo pieno di Rabiot e Modric che entrando hanno cambiato la partita”.
“Ha sprecato tanto. Prima del gol poteva stare 3-0, ha creato moltissimo. Serve sicuramente un’altra punta ma attenzione, Kolo Muani è un giocatore che se ritrova fiducia e gol può fare la differenza”.
Altre squadre che potrebbero emergere nella lotta al titolo?
“Seguo con attenzione il lavoro di Sarri a Bergamo. Dopo 10 anni di difesa a 3 sta portando una piccola rivoluzione tattica con il suo credo e la sua filosofia basata su principi di gioco e riferimenti ovviamente molto diversi dal passato. Non è facile e necessita di tempo e di fiducia da parte di tutti in quello che si fa. Lui è un Maestro e Bergamo e i Percassi sono l’ambiente ideale per fare calcio”.
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