Cardinale gli ha parlato a quattr’occhi, Amorim gli ha consegnato – anche – le chiavi della trequarti, e a Torino in tre minuti il francese ha deciso la partita. Le polemiche e i punti interrogativi dell’estate sono già un ricordo

In tre minuti di orologio l’orfano, il disilluso, il grande afflitto per l’addio di Massimiliano Allegri, ha dimostrato di poter giocare a pallone – e soprattutto divertirsi – anche senza Max. Ovviamente stiamo esagerando però, insomma, fino a un certo punto per com’era andata l’estate. Il Milan tornato a pancia piena da Torino ha portato con sé anche un nuovo Rabiot. Che non ha ancora i novanta nelle gambe – non potrebbe, considerati i pochi giorni di allenamento -, che magari deve ancora capire nel dettaglio quanto gli chiede Amorim, ma che essendo un giocatore di alto livello riesce a essere decisivo anche a mezzo servizio. Non solo: la mezzora abbondante contro i granata gli ha dato modo pure di sgombrare il campo da qualsiasi equivoco.

messaggio—  

Le ultime settimane, diciamolo, per lui erano state turbolente. Un’estate iniziata con lo shock di ritrovarsi fuori dalla Champions, proseguita con l’altra bastonata ricevuta dalla sua Francia al Mondiale, e conclusa poi sulla bocca dei tifosi rossoneri per i giorni extra di vacanza concessi a lui e Maignan da Amorim. E, come se non bastasse, a fare da sfondo a tutto questo la domanda da cento milioni: Rabiot proverà a seguire il mentore Allegri a Napoli? Non sapremo mai se Adrien l’ha mai davvero preso in considerazione – beh, dopo Milan-Cagliari un pensierino sarebbe anche stato lecito… -, ma sappiamo che cosa ha detto lui alla fine di Toro-Milan: “Se ho mai pensato di lasciare il Milan dopo l’addio di Allegri? No. Sono uno a cui piace fare le cose per bene. E lasciare il Milan così, senza essere in Champions, dopo il finale di stagione che abbiamo fatto non mi piaceva. Amorim mi ha subito mandato un messaggio per dirmi che ero importante per il progetto. Ero convinto di rimanere ma avevo bisogno di staccare un po’ e di partire in vacanza”.

progetto—  

E giù polemiche, con i tifosi che mugugnavano mentre la maggior parte dei giocatori delle nazionali arrivate sino alle due finali mondiali erano già rientrati nei rispettivi club. Amorim tra l’altro aveva tentato di chiudere la questione con la classica bugia bianca (“Sono stato io a dargli dei giorni in più”), ma Adrien è stato onesto: “Abbiamo chiesto qualche giorno in più con Maignan e ci ha fatto del bene”. Quando Rabiot si è ripresentato a Milanello, di lì a poco si è ritrovato faccia a faccia con Cardinale, che ha voluto confrontarsi con lui individualmente. Il numero uno di RedBird gli ha spiegato le linee guida del nuovo progetto e ribadito la sua centralità nella rosa, il francese (scadenza di contratto nel 2028) ha ribadito la piena disponibilità.

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doppio ruolo—  

Il resto ovviamente lo sta facendo Amorim, che per Rabiot ha allestito nuovi territori, sulla trequarti. Nuovi in rossonero, perché per Adrien sono cose già fatte: “Dopo aver parlato col mister ci siamo detti che posso giocare sia nel centrocampo a due e sia trequartista. E’ un po’ il ruolo che avevo con De Zerbi a Marsiglia: lo conosco bene e mi piace farlo perché posso entrare in area e fare gol. È una cosa che mi piace fare”. Si è visto: all’Olimpico Grande Torino la copertina se l’è presa comprensibilmente il giovane Cisse, ma è stato Rabiot a servirlo ed è stato Rabiot a chiudere la sfida col secondo gol rossonero. Per avere una settimana di allenamenti nelle gambe, ci sono debutti stagionali peggiori. Con il francese Amorim sa di avere un giocatore chiave da utilizzare in mediana o dietro la punta a seconda delle esigenze. Valeva la pena concedere qualche giorno di vacanza in più.