Creme, sieri, profumi, maschere e routine composte da molti passaggi. Quello che fino a pochi anni fa apparteneva soprattutto al mondo degli adulti è entrato sempre più presto nelle camere degli adolescenti. E dietro questa corsa alla skincare potrebbe esserci un motore molto potente: i social network. A suggerirlo è uno studio guidato dalla Rutgers University e pubblicato il 17 agosto sul Journal of Exposure Science & Environmental Epidemiology. I ricercatori hanno analizzato le abitudini di 143 studenti delle scuole superiori, mettendo in relazione il numero di prodotti utilizzati con il tempo trascorso online e con l’esposizione a influencer e contenuti dedicati alla bellezza. Il risultato è difficile da ignorare. Gli studenti che seguivano influencer dotati di una propria linea di prodotti dichiaravano di utilizzare il 30% di prodotti in più. Chi guardava tutorial dedicati a capelli e beauty ne utilizzava il 40% in più rispetto ai coetanei meno esposti a questi contenuti. E non si tratta soltanto di guardare: il 41% degli adolescenti intervistati aveva acquistato almeno un prodotto dopo averlo visto utilizzare sui social.

Quando una crema diventa un bisogno

Il fenomeno viene spesso definito cosmeticoressia, termine con cui si indica la tendenza a sviluppare un rapporto eccessivo o compulsivo con cosmetici e skincare. Non è una diagnosi medica riconosciuta, ma descrive bene un comportamento diventato sempre più visibile: ragazzi molto giovani che sentono di avere bisogno di numerosi prodotti per correggere imperfezioni, prevenire problemi o raggiungere l’aspetto mostrato sullo schermo. A sorprendere sono soprattutto le quantità. Nello studio americano le ragazze hanno riferito di utilizzare una mediana di 14 prodotti nell’arco di 24 ore, il doppio dei 7 dichiarati dai ragazzi. Solo il 19% degli intervistati leggeva abitualmente le liste degli ingredienti e appena il 5% utilizzava strumenti o siti per informarsi sulla composizione dei prodotti. Il problema, quindi, non è demonizzare una crema idratante o il desiderio di prendersi cura di sé. È capire quando una routine semplice si trasforma in una stratificazione continua di prodotti di cui una pelle giovane spesso non ha alcun bisogno.

Sui social anche bambine di 7 anni con routine da adulte

Un altro studio pubblicato nel 2025 sulla rivista Pediatrics aveva già fotografato il fenomeno osservando i video di skincare diffusi su TikTok da minori. L’età dei protagonisti andava addirittura dai 7 ai 18 anni. Ogni video analizzato totalizzava in media 1,1 milioni di visualizzazioni e mostrava routine composte mediamente da sei prodotti, con una spesa media di 168 dollari. Ancora più significativo: soltanto un video su quattro comprendeva una protezione solare, mentre nelle routine più viste comparivano numerosi ingredienti potenzialmente irritanti. Secondo gli autori, queste routine possono offrire pochi o nessun beneficio alla popolazione pediatrica a cui vengono proposte e aumentare invece il rischio di irritazione, dermatite allergica da contatto e sensibilità al sole.

Il problema non è avere una beauty routine

La skincare, quindi, non deve diventare il nuovo nemico dei genitori. Un’igiene corretta, una crema adatta quando necessaria e soprattutto la fotoprotezione fanno parte della normale cura della pelle. La questione cambia quando bambini e adolescenti iniziano a utilizzare prodotti destinati a esigenze che non hanno, inseguendo una pelle “perfetta” proposta da filtri, tutorial e influencer. Il social non suggerisce semplicemente quale prodotto comprare. Può contribuire a creare la sensazione che quel prodotto serva davvero. È forse questo il passaggio più importante emerso dalla ricerca. Se una ragazza molto giovane comincia a preoccuparsi di rughe che non possiede, a cambiare continuamente prodotti o a vivere un’imperfezione normale come qualcosa da correggere immediatamente, il problema non riguarda più soltanto il contenuto di un flacone. Riguarda il modo in cui sta imparando a guardare la propria pelle. E prima di aggiungere l’ennesimo siero alla mensola del bagno, potrebbe essere proprio questa la domanda più utile da farsi.

Fonti

Barrett E.S. et al., Adolescent personal care product use and social media engagement: a pilot study in NJ high school students, Journal of Exposure Science & Environmental Epidemiology, 2026; Hales M. et al., Pediatric Skin Care Regimens on TikTok, Pediatrics, 2025; notizia di partenza: Tgcom24, 25 agosto 2026.