di
Salvatore Mannino
Katherine, inglese e il suo compagno dopo anni di fidanzamento decidono di sposarsi e scelgono come location la Toscana, ma ad una settimana dalle nozze lui fa un passo indietro: non sono pronto. E lei sceglie di festeggiare lo stesso
Una festa di nozze senza il matrimonio e soprattutto senza lo sposo, che si era sfilato all’ultimo momento. Una scena un po’ surreale, che pare uscita dritta dritta da Bridget Jones e non a caso la protagonista si chiama Jones anche lei, Katherine di nome, ed è, manco a dirlo, inglese.
Eppure è successo davvero, a Montecatini Val di Cecina, borgo dell’entroterra pisano, nella tenuta Mocajo che la coppia “scoppiata” aveva scelto di comune accordo per il giorno più bello, nel cuore del paesaggio toscano mille miglia distante dalla Liverpool in cui vive la sposa di questa cerimonia a metà, con ricevimento cui hanno partecipato soltanto i suoi invitati. Gli altri, quelli del marito sparito, sono rimasti a casa.
Ma conviene raccontarla dal principio questa storia di cui La Nazione ha scritto in anteprima, riprendendo quanto pubblicato da uno dei quotidiani popolari britannici, il Daily Mirror. Il prologo è un lungo fidanzamento a suggello del quale Katherine, 36 anni, e compagno decidono il grande passo. Ma loro, almeno lei, vogliono qualcosa di speciale, da ricordare per tutta la vita. Ecco dunque la decisione di sposarsi all’estero, e dove se non in Italia, il paese romantico per eccellenza, la cui terra più romantica è forse la Toscana? Oltretutto, nella quotidianità, la sposa fa l’imprenditrice, importatrice di vini, ovviamente italiani.
La coppia studia attentamente ogni scenario e decide per le nozze, seguite dalla festa, nella tenuta di Mocajo, struttura ricettiva appartata e specializzata, l’ideale per tre giorni da sogno: la cerimonia, la festa e un po’ di relax per i 50 invitati. Per non lasciare niente al caso, anzi, lei e lui visitano la location in anticipo, come fa ogni coppia di sposi perché tutto sia perfetto.
Peccato che l’idillio finisca lì, perché con una decisione di cui non si conoscono i motivi, lui si tira fuori a una settimana dalle nozze: non me la sento più, quasi fossimo nella canzone di De Gregori. Ogni sposa abbandonata alla vigilia scoppierebbe in un pianto disperato e forse lo fa anche Katherine, solo che con humour e ostinazione tipicamente britannici lei decide di non mollare: la festa si fa lo stesso, anche se sarà solo di consolazione.
I proprietari della tenuta, la famiglia Borghi, si vedono dunque arrivare in struttura a fine luglio la sposa mancata e i suoi 30 invitati, pronti comunque a utilizzare i 3 giorni prenotati per celebrare non un matrimonio ma l’eutanasia di un matrimonio.
«Abbiamo fatto quello che facciamo sempre con tutti – raccontano i titolari -ci ha fatto piacere dimostrare che siamo sempre vicini ai nostri clienti, nei momenti più belli ma anche nelle avversità». Nella tenuta dunque la festa si svolge regolarmente, sia pure orfana d uno dei due protagonisti, seguono brindisi, ballo e party finale in piscina. Resta fuori solo la piccola chiesa in cui avrebbe dovuto essere celebrato il matrimonio: sarebbe stata davvero fuori contesto, come il viaggio di nozze, che lei ha sostituito con un soggiorno insieme alla mamma sulla Costiera Amalfitana, ironicamente ribattezzato “Mummy moon”, ossia luna di mamma, surrogato della mancata “Honey moon”, luna di miele.
Di che umore fossero Katherine e i suoi invitati, se abbia prevalso la malinconia o una forzosa allegria i proprietari non lo dicono: la privacy dei clienti è sacra, anche in situazioni paradossali come questa che ora la sposa mancata sta raccontando a puntate su Tik Tok, retroscena delle nozze mancate compresi.
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26 agosto 2026 ( modifica il 26 agosto 2026 | 18:46)
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