di
Marianna Peluso

L’autore dietro il profilo Instagram «IlmioviaggioaVerona» è originario di Minerbe: «Noi della Bassa, la città non la conosciamo. Ci veniamo tre volte all’anno per un giretto in piazza Bra, in via Mazzini o per uno spettacolo in Arena»

Da fine 2022 racconta Verona camminando. Vicoli, palazzi, cortili, iscrizioni consumate, torri che migliaia di persone incrociano ogni giorno senza più alzare lo sguardo. Nei suoi video non compare quasi mai: davanti all’obiettivo ci sono la città e il passo di chi la attraversa. Ora, però, l’uomo rimasto finora fuori campo svela la propria identità. Dietro il profilo Instagram «IlmioviaggioaVerona», seguito da oltre 30 mila persone, c’è Denis Coppiello, classe 1981, originario di Minerbe. «Da giovane, il mio punto di riferimento per la movida, come per tanti altri ragazzi della zona, era Legnago» racconta. Non un cicerone nato all’ombra dell’Arena, ma un orgoglioso figlio della provincia. Dopo il diploma in ragioneria al Minghetti, inizia a lavorare come tecnico informatico. Ciò che cambia, al giro di boa dei quarant’anni, è la residenza. Si trasferisce in città, nel quartiere di Veronetta, e terminato il turno di lavoro, inizia a esplorare un mondo che, paradossalmente, gli era del tutto estraneo.

Conoscere Verona

«Noi della Bassa, la città non la conosciamo – ammette candidamente -. Ci veniamo tre volte all’anno per un giretto in piazza Bra, in via Mazzini o per uno spettacolo in Arena. Mi vergogno anche a dirlo, ma io non avevo mai visto Ponte Pietra prima di trasferirmi qui». È proprio da questa genuina fame di scoperta che, quattro anni fa, nasce l’idea di aprire un profilo Instagram dedicato: «Vedevo un’iscrizione, un monumento, un muro rovinato e andavo a cercare perché fosse lì, che cosa rappresentasse, che cosa ci fosse prima. Mi sono detto: visto che queste cose le sto studiando per me, perché non raccontarle anche agli altri? Magari ci sono altri veronesi che, come me, non conoscono davvero Verona».



















































Sentirsi turisti nella propria città

I primi contenuti sono essenziali, poche righe e una fotografia. «Mi sentivo un turista nella mia città. Mi iscrivevo a tutte le visite guidate che trovavo. A forza di vedermi, sono diventato amico di tutte le guide». Il tratto distintivo del profilo sono diventati i video-walk: video in movimento senza montaggio, in cui lo spettatore avanza insieme a lui. «Pensavo fosse un’idea banale, invece sono i contenuti che piacciono di più: le persone così vedono che tempo fa, quanta gente c’è e hanno l’impressione di trovarsi lì». A seguire le sue story ci sono anche anziani e persone con difficoltà motorie. «Ho scoperto che per qualcuno quei video sono un modo per rivedere la città pur non potendo uscire di casa. Questa cosa mi ha colpito molto». Dopo circa 1.300 post, i luoghi che sente più vicini restano i primi che lo hanno conquistato, Veronetta che «per me è il cuore della città» e il Porto della Giarina «dove non c’è mai nessuno». I contenuti di maggior successo sono «le cose che tutti vedono e che quasi nessuno nota più. Passiamo davanti a un palazzo o a un orologio centinaia di volte, poi scopriamo che dietro c’è una storia incredibile». È questo il meccanismo della pagina: restituire significato a ciò che l’abitudine ha reso invisibile.

Il libro da pubblicare

Musei e teatri lo hanno progressivamente coinvolto in visite e collaborazioni, dal Ristori al Filarmonico, dal Nuovo alle realtà più piccole. Coppiello precisa però di non avere trasformato il profilo in una professione. «Non mi interessa farne una fonte di guadagno. Ho già il mio lavoro. Accetto gli inviti quando c’è qualcosa che valga la pena raccontare». Il viaggio di Denis diventerà anche un libro: «sono quasi a metà della stesura e spero di vederlo pubblicato entro la fine dell’anno», per continuare a far innamorare i veronesi di quella città che lui ha imparato a vivere, letteralmente, passo dopo passo.


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26 agosto 2026