C’è chi guarda all’Aquila Basket come a una parte della comunità trentina, chi come a un’opportunità per misurarsi a un livello superiore e chi, semplicemente, non vede l’ora di scoprire fin dove potrà arrivare. È questo il filo che ha unito gli interventi dei protagonisti della presentazione della nuova Dolomiti Energia a Mondo Melinda, nel secondo giorno di ritiro in Val di Non.



A fare gli onori di casa è stato Andrea Fedrizzi, direttore marketing del Consorzio Melinda, che ha ribadito quanto lo sport condivida con il mondo della cooperazione valori come «impegno, fiducia reciproca e capacità di lavorare insieme». Un legame che va oltre la semplice sponsorizzazione e che, secondo Fedrizzi, permette di trasmettere soprattutto ai più giovani il valore della comunità e del gioco di squadra.

Sulla stessa linea Lorenzo Paoli, presidente dell’APT Val di Non, soddisfatto di poter ospitare per il quarto anno consecutivo il ritiro bianconero. Una collaborazione che rappresenta il rapporto ormai consolidato tra la valle e una società capace di coinvolgere l’intero territorio provinciale. L’auspicio, naturalmente, è che la Val di Non possa portare ancora una volta fortuna all’Aquila.



A chiudere il quadro istituzionale è stato Luigi Longhi. Il presidente della Dolomiti Energia ha sottolineato il valore di una collaborazione che consente alla squadra di prepararsi in un ambiente «splendido», alla vigilia di una stagione impegnativa tra Italia ed Eurocup. Ma soprattutto ha raccontato come i nuovi arrivati abbiano già iniziato a comprendere cosa significhi entrare nel mondo Aquila: un rapporto stretto con comunità, istituzioni e tifosi.

Poi spazio al campo, con quattro giocatori accomunati dall’entusiasmo ma profondamente diversi nel modo di raccontare il proprio arrivo a Trento.

Il più diretto è Alessandro Bertini, che non nasconde la voglia di sfruttare la grande occasione che gli è stata concessa: «Voglio mettermi in gioco, migliorare il più possibile e mettermi a disposizione dei compagni e degli allenatori».L’ex Pesaro parla di energia, passione e lavoro quotidiano, ma soprattutto riconosce in Trento una mentalità da underdog nella quale si identifica perfettamente. Per lui la sfida è chiara: imparare, migliorare e conquistarsi sul parquet un posto stabile in Serie A.



Più orientato alla crescita è invece Isaiah Bigelow. la nuova ala grande bianconera guarda alla sua prima esperienza italiana come a un importante passo avanti: «Sarà un’occasione fondamentale per crescere, il campionato italiano è un grande salto di qualità». Vuole imparare dal coaching staff e dai compagni, ma con grande spirito di sacrificio sa mettersi al servizio della squadra giocando in diversi ruoli:«Nelle ultime stagioni ho ricoperto più posizioni. Guardia, ala piccola e grande, nella scorsa stagione in Ungheria ho dovuto giocare anche da centro per un periodo. Faccio semplicemente quello di cui la squadra ha bisogno».

Charlie Brown Jr. mostra invece un approccio più riflessivo. Alla prima esperienza in Europa dopo sette anni tra NBA e G league, l’americano racconta soprattutto la curiosità per tutto ciò che lo aspetta: «Credo sia il momento giusto per allontanarsi dagli Stati Uniti, è stata una scelta di vita che ho affrontato insieme alla mia compagna. Abbiamo due figli, il più grande è già innamorato di Trento e penso che la situazione familiare fosse abbastanza tranquilla per permettermi di venire in Europa. Avere la mia famiglia vicino mi permetterà di giocare al meglio»

E poi c’è Quincy Olivari, il più estroverso del gruppo. Presentatosi con un caschetto da operaio della Melinda, il nuovo esterno americano porta entusiasmo e voglia di immergersi immediatamente nella cultura italiana, mostrando un sorriso ed un’energia contagiosa anche nel raccontare i primi giorni con i nuovi compagni. «Sono molto felice, ottimista e soprattutto grato», ha spiegato, prima di sganciare la bomba riguardo al suo modo di giocare: «Che giocatore sono? Mi piace portare in campo tanta energia, sono un grande agonista e uno dei migliori tiratori al mondo».

Quattro nuovi volti dunque, ma anche quattro modi diversi di vivere lo stesso punto di partenza. La Dolomiti Energia li ha presentati in Val di Non, ma sarà il parquet a raccontare quanto queste personalità riusciranno ad amalgamarsi e creare una chimica vincente.