di
Salvatore Mannino
La storia raccontata dal parrucchiere Alessandro Pareti: «Quando sono andato all’Agenzia dei monopoli cittadina, per riscuotere la mia parte (20 mila euro Ndr) persino i dipendenti si sono meravigliati che esistesse ancora»
Grazie a una messa in piega dei capelli da 46 euro, ne ha vinti centomila nella lotteria degli scontrini, quella che era stata creata nel 2021 per incentivare i pagamenti in moneta elettronica (bancomat e carte di credito) ma che poi era stata quasi dimenticata.
«Così negletta – racconta Alessandro Pareti, il parrucchiere grossetano presso il quale aveva fatto lo scontrino poi estratto per il premio l’ignota destinataria dell’importante somma – che quando sono andato all’Agenzia dei monopoli cittadina, per riscuotere la mia parte (20 mila euro Ndr) persino i dipendenti si sono meravigliati che esistesse ancora».
Lei, la vincitrice, è una ex dipendente pubblica sulla settantina che non vuole uscire allo scoperto ma che al Tirreno, la cui cronaca grossetana è stata la prima a rivelare la storia, ha dichiarato che userà il maxi-bonifico per un viaggio intorno al mondo. E comunque, per quanto possa essere costoso, non le avanzeranno solo gli spiccioli.
«È giusto – dice ancora Pareti, con salone in viale Ombrone, quasi nel centro del capoluogo grossetano – che la sorte abbia premiato proprio lei. Quando fu istituita la lotteria, fu proprio la signora a sollecitarmi perchè aderissi all’iniziativa, di cui, a dire il vero, poi mi ero scordato anch’io, forse pure lei».
Succede dunque che ad aprile la ex dipendente pubblica vada, da cliente abituale, a farsi i capelli nel salone di Pareti e che poi paghi, come fa sempre, con il bancomat. Ai premi abbinati agli scontrini ormai non ci pensa più nessuno e sembra un appuntamento come tanti. Senonchè, a fine maggio, al parrucchiere arriva una Pec con l’annuncio della vincita, i 100 mila euro appunto dei premi mensili estratti. «Non l’ho vista – confessa lui – la segretaria che si occupa di amministrazione in quei giorni non c’era, è stata poi la signora ad avvisarmi dopo qualche settimana: controlla la posta certificata».
Già, perchè (e siamo già in giugno) la pensionata ha nel frattempo ricevuto una raccomandata cartacea dall’agenzia dei monopoli che comunica anche a lei il colpo di fortuna. «Insieme abbiamo compiuto gli adempimenti burocratici richiesti per riscuotere le rispettive vincite, i 100 mila euro a lei e i 20 mila a me, come esercente. Li reinvestirò nell’attività».
La notizia passa poi di bocca in bocca finchè non viene svelata al grande pubblico nei giorni scorsi. Il meccanismo della lotteria è semplice: un biglietto per ogni euro di scontrino pagato con moneta elettronica, in questo caso erano i 46 euro della messa in piega che si sono trasformati in 46 biglietti, uno dei quali vincenti.
Il premio più alto è di 5 milioni e viene estratto annualmente: spetta al cliente che ha usato bancomat o carta di credito in un attività commerciale accreditata. Un milione va invece all’esercente che quello scontrino lo ha emesso.
Ci sono poi dieci premi mensili da 100 mila euro per il cliente (quello appunto vinto dalla signora) e 20 mila per il commerciante. Lo scopo è evidente: invogliare il grande pubblico e anche gli esercenti a pagare e incassare in moneta elettronica, in modo da ridurre i margini di evasione consentito dall’uso del contante.
La vincitrice è una di quelli che hanno creduto in questo tipo di incentivo, ma lo stesso discorso vale anche per il parrucchiere: «Ormai- spiega lui – la gran parte delle mie clienti paga con bancomat e carta, io non ho bisogno di fare nero».
Oltretutto i soldi delle vincite sono “puliti”, esenti da tassazione e quindi netti. «Non avevo mai vinto niente, se non una volta una piccola cosa a un festival dell’Unità – racconta Pareti, in attività in viale Ombrone dal 1988 nel salone ereditato dal padre che lo aveva aperto nel 1955 – ed è anche la prima volta che la lotteria premia qualcuno in Maremma».
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27 agosto 2026
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