ROVIGO – Il motorino è ancora lì. I documenti e gli effetti personali anche. La canna da pesca è stata recuperata dai sub tra le rocce. Di Maurizio Cappato, invece, da lunedì non c’è più alcuna traccia. Sessantatré anni, ex agente della polizia stradale, per anni residente a Borsea e molto conosciuto in Polesine, da otto anni vive a Cuba, dove si è sposato. Lunedì pomeriggio è uscito come faceva quasi ogni giorno per andare a pescare nella zona di Rancho Luna, vicino al faro e a Plan Mango, a Cienfuegos. Non è mai tornato.
L’ipotesi che in queste ore si fa strada è quella più drammatica: potrebbe essere scivolato dalle rocce e finito nell’oceano, in un tratto dove il mare è particolarmente insidioso e le correnti molto forti. Ma una certezza ancora non c’è. E a rendere l’attesa ancora più angosciante sono ricerche che, secondo quanto riferito dalla famiglia, procedono a singhiozzo e le enormi difficoltà di comunicazione con Cuba.
A cercare di muovere ogni canale possibile dall’Italia è la figlia Mary Cappato che da martedì sera è in contatto con la Farnesina.
APPROFONDIMENTI
La scomparsa
Cappato lunedì è uscito di casa attorno alle 16 ora cubana, le 22 in Italia. «Andava a pescare tutti i giorni – racconta la figlia –. Alle 19, visto che non rientrava, sua moglie si è allarmata e ha iniziato a cercarlo». Prima negli ospedali, poi nei luoghi che era solito frequentare. Infine si è rivolta alla polizia, dove le sarebbe stato risposto che prima di 24 ore non sarebbero partite le procedure per la scomparsa.
La moglie ha continuato comunque a cercarlo e il giorno successivo è tornata, insieme alla polizia, nel punto dove Cappato era solito pescare. Lì sono stati trovati il motorino, i documenti e gli altri effetti personali. Tutto, tranne lui. Mancava inizialmente anche la canna da pesca, poi individuata dai sub.
Proprio questi ritrovamenti fanno temere che il 63enne possa essere caduto in acqua. «È una zona pericolosa, piena di rocce, con l’oceano molto mosso e correnti fortissime. L’ipotesi è che sia scivolato». Non ci sarebbero invece, per quanto è stato possibile ricostruire finora, elementi che facciano pensare a un allontanamento volontario o a un’aggressione.
Ore preziose
Il tempo, però, passa. Ed è proprio questo a preoccupare maggiormente la famiglia. Mary ha saputo della scomparsa soltanto martedì sera, circa sedici ore dopo l’allarme. Da quel momento ha contattato immediatamente la Farnesina, mentre raggiungere direttamente l’Ambasciata italiana a Cuba si è rivelato molto più difficile.
«La Farnesina è stata molto disponibile, ha raccolto tutte le informazioni e inviato una mail urgente all’Ambasciata – spiega –. Mercoledì ho richiamato e mi hanno spiegato che c’erano grossi problemi alle linee». Blackout e connessioni che saltano stanno infatti complicando persino i contatti con la moglie di Cappato. «Ieri sera alle 20.20 mi hanno detto che stavano provando a sentirla, ma non riuscivano a raggiungerla proprio per i problemi di comunicazione. Io ancora non ho notizie».
Ma l’angoscia riguarda soprattutto ciò che sta accadendo sul posto. Secondo le informazioni arrivate alla figlia, dopo i primi accertamenti le ricerche non starebbero procedendo in maniera continuativa. Una situazione che diventa ancora più pesante considerando che Cappato potrebbe essere finito in mare. «Le correnti sono molto forti. Se nessuno lo cerca nelle prime ore non so cosa si possa fare. Questa situazione è deleteria».
L’appello
Intanto la fotografia del 63enne ha cominciato a circolare anche sui social cubani. Una pagina di Cienfuegos ha pubblicato un appello riferendo della scomparsa del pescatore italiano e chiedendo a chiunque abbia informazioni di farsi avanti. Un altro tentativo di trovare una traccia mentre dalla Farnesina si cerca di mantenere aperto il contatto con Cuba.
A Borsea la notizia ha suscitato forte apprensione. Cappato, per il suo passato nella polizia stradale e per i tanti anni trascorsi in Polesine prima di trasferirsi ai Caraibi, è una persona molto conosciuta. Qui ci sono ancora anche i suoi genitori, ormai anziani. «È difficile persino dare loro una notizia del genere», dice la figlia.
Perché, in realtà, una notizia da dare ancora non c’è. C’è un uomo che lunedì è andato a pescare e non è tornato. E c’è una famiglia a migliaia di chilometri di distanza costretta ad aspettare, senza poter fare nulla.