Ravenna, 28 agosto 2026 – Aveva compiuto 49 anni domenica scorsa Omar de Libero, morto mercoledì a causa di un malore durante un’escursione nell’Appennino reggiano.

Il 49enne è uscito mercoledì mattina sulla sua moto diretto sulle montagne sopra Reggio Emilia all’eremo di Bismantova nel comune di Castelnovo ne’ Monti. “È uscito mentre io facevo colazione – spiega il figlio Alex –, dicendo che sarebbe rientrato per cena”. Intorno alle 10.30 de Libero ha prontamente mandato un selfie alla famiglia con dietro il panorama dalla Pietra di Bismantova, scrivendo: “Sono in cima”.

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Rientrato dal lavoro, intorno alle 19, però, il figlio Alex non l’ha trovato a casa, e così sono iniziate le prime preoccupazioni. “Gli ho scritto e ho provato a chiamarlo, ma non rispondeva – racconta –. Nel telefono ho la sua posizione gps, in modo da vedere dove si trova in tempo reale. Aprendola, risultava ancora lassù, nei pressi dell’Eremo. Inizialmente, mi sono detto che magari gli era caduto il telefono o lo aveva perso”.

Il figlio Alex ha dato il via ai soccorsi

Intorno alle 20, tuttavia, vedendo che il padre ancora non tornava, Alex ha dato il via ai soccorsi. “Ho chiamato il 112 – continua – e fornito la posizione del telefono. Si sono attivati i carabinieri e il soccorso alpino. Intorno alle 23.30, lo hanno trovato: aveva ancora la cuffia con la musica nelle orecchie. È stato terribile”.

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Secondo quanto ricostruito, il 49enne sarebbe stato colpito da un malore fulminante. Non è stata disposta l’autopsia e la salma ieri è stata rimessa nelle disponibilità della famiglia.

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Lavorava al porto all’interno dello stabilimento Amadori

De Libero lavorava al porto all’interno dello stabilimento di Amadori. Da sempre appassionato di moto – a inizio estate ne aveva comprata una nuova – nell’ultimo periodo si era avvicinato anche alla monagna. “Lo chiamava mototrekking – spiega il figlio Alex –, cioè usciva in moto, faceva qualche curva, un’escursione a piedi e poi tornava a casa facendo qualche altra curva. La moto è sempre la stata la sua passione, a cui nell’ultimo periodo aveva aggiunto la montagna e il trekking. Aveva già fatto la Via degli Dei, stando via qualche giorno”. La perdita? “Incommensurabile, mio padre era una persona tranquilla e buona. Resta il ricordo dei tanti momenti passati insieme”. Nato a Ravenna, viveva a Mezzano con il figlio Alex e un cane a cui era molto affezionato. Lascia anche un fratello e i genitori. I funerali non sono ancora stati fissati.