Prima partita della seconda fase di qualificazioni mondiali: gli azzurri battuti in Bosnia restano a due vittorie di vantaggio su Lituania e Islanda. Per il ct Banchi 14 punti di Fontecchio e Mannion


Giuseppe Nigro

Giornalista

28 agosto – 22:31 – MILANO

L’Italia si complica la vita nelle qualificazioni mondiali andando a perdere in Bosnia, 78-76, una partita che seppur opaca gli azzurri hanno avuto più volte l’occasione di vincere anche in un finale rocambolesco. A condannare il ct Luca Banchi, che tornava in panchina dopo l’assenza di luglio, alla seconda sconfitta del suo ciclo tecnico, gli episodi al termine di una gara che la Nazionale non ha mai saputo mettere sui propri binari tra i 18 rimbalzi d’attacco lasciati agli avversari sicuramente di maggiore taglia (25 punti e 14 rimbalzi per Nurkic), un modesto 38% da due e la necessità di inseguire dopo un lungo blackout nel secondo quarto. La sconfitta è momentaneamente indolore in classifica, dove il vantaggio sul quarto posto di Lituania e Islanda (si qualificano al Mondiale le prime tre) resta di due vittorie più lo scontro diretto a favore. Ma in casa dell’ultima del girone e verso la sfida di lunedì a Pesaro con la corazzata Serbia di Jokic c’era un’occasione da sfruttare. La Bosnia per l’occasione ha ritrovato due uomini Nba come Nurkic appunto e Garza, gli azzurri ritrovavano Fontecchio e Melli per la prima volta nell’era Banchi ma non è andata bene.

l’approccio—  

Entrata in partita con un illusorio 3/3 da tre punti, a cui infatti seguiranno nove errori di fila da oltre l’arco prima del riposo, l’Italia non era riuscita a capitalizzare in avvio per qualche persa (Fontecchio ben imbavagliato, solo 4 tiri al riposo, a costo di lasciare più spazio ad altri a partire da Thompson) e troppi rimbalzi d’attacco concessi (5 nei primi 6’). Capaci comunque di stare avanti (12-17 dopo 8’30”) anche per i tanti errori casalinghi da tre (16 triple sbagliate sulle prime 18 tentate), gli azzurri si sono impantanati quando l’inizio delle rotazioni avrebbe dovuto far valere la maggiore profondità. 

PASSAGGIO A VUOTO—  

Invece della marcia in più, con l’impatto no soprattutto sul perimetro di Spagnolo, Baldasso e Tonut, l’Italia si è sgonfiata: prima 10 possessi di fila senza segnare a cavallo del riposo (10-0 e 22-17 al 13’), poi addirittura un totale di 20 possessi con un solo canestro dal campo in 9’. Soffrendo l’ingombro in area dei corpi bosniaci, dunque senza soluzioni al ferro e persa la mira da tre, a suon di tiri in sospensione sbagliati dalla media distanza l’Italia è precipitata 32-22 al 17’ sotto un parziale di 20-5 con 11 errori su 12 dal campo e 6 palle perse. 

DIFESA—  

Più di Spagnolo al posto di Thompson, è stata la difesa a riaccendere l’Italia nella ripresa, non tanto per limitare la Bosnia quanto per accendere in campo aperto Niang e poter cavalcare non solo il talento di Fontecchio ma anche quello di Mannion. Tagliando le palle perse e cominciando a macinare punti a partire dai viaggi in lunetta, l’Italia si è messa alle spalle i soli 10 punti di squadra del secondo quarto segnandone 14 in 6’ e 27 nel periodo (13 dei quali ai liberi) per tornare 43-41 al 26’. Nell’elastico del secondo tempo, è stato qui che l’Italia è tornata in partita.

finale sbagliato—  

Sempre a inseguire, l’Italia è tornata a -1 con Ricci prima del suo quinto fallo a metà quarto periodo, poi ha addirittura messo la testa avanti dopo 28 minuti a inseguire con la tripla del 72-73 di Melli a 1’54” dal termine. Sbagliando un attacco per attaccare male un mismatch l’Italia è stata punita da Alibegovic e Nurkic sul 77-73 mai più rimontato sebbene la Bosnia abbia fatto poi di tutto per non chiuderla, tra un’infrazione di passi di Atic sulla rimessa e un inutile fallo di Nurkic. Ma anche l’Italia ha fatto molto per non riaprirla, tra gli errori dalla lunetta di Tonut e Niang e l’ultima rimessa di Tonut per Fontecchio sbagliata. Onestamente però vincerla sarebbe stato un miracolo. Passaggio a vuoto.

Bosnia:  Nurkic 25, Kamenjas 13, Alibegovic 12, Garza 10

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Italia: Fontecchio e Mannion 14, Melli e Thompson 9