Uno studio internazionale arrivato alla sua terza fase che ha coinvolto più centri di ricerca in tutto il mondo (Stati Uniti, Australia, diversi Paesi europei) e che consiste in un’aggiunta farmacologica: «All’immunoterapia standard (pembrolizumab) abbiamo unito il vaccino a mRna intismeran (prodotto da Moderna e Msd), che sembrerebbe contribuire a ridurre drasticamente il rischio di recidiva o metastasi dei melanomi sulla base di uno studio precedente», spiega Michele Del Vecchio, direttore dell’unità oncologica medica specializzata in questo tipo di tumori all’Istituto milanese. Che, in questo lavoro pionieristico, si è distinto in tutto il mondo: «Con 82 pazienti randomizzati (oltre al pembrolizumab, 1 su 3 ha ricevuto solo un placebo, ndr), siamo il centro che ha contribuito di più».
«Durante le cure ripetevo col sorriso: “Entrerò nella storia” — racconta Elisabetta —. E sono certa di aver ricevuto il vaccino: ho avuto la febbre, più vari effetti collaterali. Ma, a distanza di più di due anni, sono qua a raccontarlo».