di
Federica Bandirali
In soli dieci minuti il nubifragio ha messo la città in ginocchio, con strade ostruite da rami e detriti, alberi abbattuti, tetti danneggiati. I vigili del fuoco hanno lavorato per tutta la notte
Il cielo su Cremona è tornato chiaro, quasi a voler cancellare in fretta le immagini impressionanti del maxi temporale che venerdì ha travolto la città. Ma il giorno dopo la violenta grandinata, che in soli dieci minuti ha causato una devastazione, svela una città in ginocchio, con strade ostruite da rami e detriti, alberi abbattuti, tetti danneggiati, automobili colpite – almeno diecimila quelle danneggiate dalla grandine – e i cittadini chiamati a fare i conti con la forza improvvisa e devastante del maltempo. «Vedere la città in queste condizioni lascia sgomenti», dice il sindaco Andrea Virgilio. «I danni – aggiunge – sono enormi, complicati al momento da quantificare. Stiamo dando il massimo e non ci fermeremo ma serviranno tempo e pazienza. Intanto la priorità sono le famiglie rimaste senza casa da sistemare». La supercella ha colpito anche il Mantovano, dove sabato mattina si contano i danni.
La notte è stata lunga soprattutto per i vigili del fuoco, impegnati senza sosta negli interventi per mettere in sicurezza le aree più colpite, liberare le carreggiate dagli alberi e dai rami caduti e raggiungere le persone rimaste in difficoltà. Un lavoro capillare, svolto correttamente e con grande attenzione, al fianco dei soccorritori e degli altri operatori impegnati nell’emergenza, mentre dalla città e dalla provincia continuavano ad arrivare a centinaia le segnalazioni di allagamenti, coperture danneggiate, ostacoli sulle strade e situazioni che richiedevano interventi urgenti.

Il bilancio parla di 43 feriti in ospedale, fortunatamente nessuno in gravi condizioni. «Abbiamo trattato soprattutto traumi, provocati da cadute o dal tentativo di trovare riparo dalla grandine, in particolare alla testa e alle mani. In quattro casi sono state riscontrate fratture di femore», dice Enrico Storti, direttore del Dipartimento Emergenza Urgenza dell’Asst di Cremona. In alcuni casi la paura è stata particolarmente forte, come per le persone rimaste imprigionate nelle automobili colpite dagli alberi caduti, ma l’intervento tempestivo dei soccorritori ha permesso di riportare le situazioni sotto controllo. «La maggior parte è stata dimessa, una rimane in osservazione, mentre quattro pazienti traumatizzati necessitano di ricovero», spiega Francesca Co’, direttore del Pronto Soccorso di Cremona, dove per far fronte all’emergenza è stato necessario potenziare i turni medici e infermieristici. A distanza di una notte, dunque, la priorità resta quella di ripristinare la sicurezza e restituire normalità a una città che in pochi minuti si è trovata nel pieno di una situazione di emergenza.

Tra i simboli più evidenti della violenza del temporale c’è anche la Cattedrale di Cremona. Il Duomo è stato infatti ferito dalla tempesta: una delle coperture delle torrette della controfacciata nord, sul lato di largo Boccaccino, è crollata, fortunatamente senza provocare vittime né danni alle persone presenti nella zona. La grandine ha inoltre danneggiato in modo visibile il vetro del grande rosone della facciata principale, già interessato da un precedente episodio di maltempo e successivamente ripristinato. Secondo quanto riferito dalla Diocesi, le aree interessate sono state messe in sicurezza e la Cattedrale, così come il Torrazzo, è rimasta aperta, con le necessarie precauzioni. Danni sono stati registrati anche ai vetri del Palazzo vescovile, in particolare nella zona sopra il voltone che collega piazza Sant’Antonio Maria Zaccaria e via Platina, temporaneamente chiuso al transito.

La verifica dei danni non riguarda soltanto il Duomo: sono in corso accertamenti anche sul patrimonio ecclesiastico e sulle diverse parrocchie del territorio, per capire l’entità complessiva delle conseguenze del nubifragio. Almeno dieci le chiese sfregiate. Di fronte alla Cattedrale danneggiata, anche il Palazzo Comunale porta i segni della tempesta, con la parte superiore della Torre Civica gravemente colpita e i resti caduti sulla piazza.
È una Cremona ferita quella che sabato mattina si è risvegliata, ma anche una città che può contare sulla macchina dei soccorsi e sulla collaborazione di chi, durante e dopo l’emergenza, ha lavorato per riportare le strade alla normalità e aiutare chi aveva bisogno. La luce del giorno rende più visibili i danni lasciati dal temporale, ma rende anche evidente l’imponente lavoro fatto durante una notte difficile: dietro ogni strada liberata, ogni albero rimosso e ogni persona soccorsa c’è stato l’impegno di vigili del fuoco, soccorritori e operatori che hanno continuato a lavorare mentre la città cercava di lasciarsi alle spalle quei pochi, interminabili minuti di vento, grandine e paura.
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29 agosto 2026 ( modifica il 29 agosto 2026 | 11:57)
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