Si chiama dermatofilosi, ma sui media circola con un soprannome più immediato: “malattia della pioggia“. Il nome, per quanto suggestivo, non ha nulla a che vedere con temporali o acquazzoni: deriva da un’espressione inglese, “rain rot”, nata in ambito veterinario per descrivere l’effetto dell’umidità sulla pelle degli animali colpiti dal batterio Dermatophilus congolensis, da sempre associato soprattutto a bovini, cavalli e pecore.
La “malattia della pioggia”
Negli ultimi mesi, però, l’infezione ha iniziato a comparire con una frequenza inedita anche negli esseri umani, tanto da finire sotto osservazione dell’Ecdc, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie. L’ultimo bilancio, aggiornato al 20 agosto, parla di 123 casi in dieci Paesi europei: Austria, Danimarca, Francia, Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna, Svezia, Svizzera e Regno Unito.