Il pilota del team Lcr Honda è tornato nel paddock a oltre 3 mesi dall’incidente di Barcellona. Oltre a fare subito bene in pista, è andato da Pecco per ringraziarlo dell’assistenza che il pilota piemontese gli ha prestato in Catalogna


Giorgio Burreddu

Collaboratore

29 agosto – 16:57 – MILANO

La prima cosa che ha fatto Johann Zarco appena è tornato a casa, sulle piste del Motomondiale, è stato andare a cercare Pecco Bagnaia. “Volevo vederti per ringraziarti della tua umanità nella ghiaia in Catalogna”. Un incontro fissato in un video pubblicato da LCR Honda sui suoi canali social, per celebrare il rientro del pilota francese a più di tre mesi di distanza dall’incidente di Barcellona. Forse abbiamo trovato il vero highlander. Però niente pose da macho: Zarco è gentile, tenero, riconoscente. Lo è stato anche con Bagnaia. Il pilota della Ducati era stato tra i primi a soccorrere Zarco lo scorso maggio sul circuito di Montmelo, quando la gamba del francese era rimasta orrendamente incastrata nella moto del torinese dopo lo scontro in Curva 1 con lui e con Luca Marini. “Come va?”, gli ha chiesto Pecco, e i due hanno parlato a lungo del ginocchio sinistro di Zarco.

previsioni rispettate—  

C’è stato bisogno di una lunga riabilitazione, ma il rientro è stato persino più rapido del previsto. Inizialmente, i medici avevano scelto di aspettare che l’infiammazione del ginocchio diminuisse per poter operare il pilota della Lcr Honda. Oltretutto una ferita da ustione sotto la zona interessata sconsigliava l’intervento. In seguito Zarco ha annunciato che non si sarebbe sottoposto a operazione e che il suo rientro era previsto per settembre. Le lesioni inizialmente sospettate non sono state fortunatamente confermate: il legamento collaterale mediale è guarito bene, il crociato posteriore non era lacerato come temuto in un primo momento, al contrario del crociato anteriore. Zarco ha lavorato molto in palestra e in bicicletta, e quando le sue condizioni lo hanno finalmente permesso ha potuto provare girando al Circuit Andorra-Pas de la Casa, a Granvalira, una pista piccola molto frequentata dai piloti che abitano nel piccolo stato dei Pirenei.

top 10—  

La MotoGP ha bisogno di uomini come Zarco. Con i suoi 36 anni, l’aria un po’ consumata, la faccia segnata dal tempo, Zarco è simbolo di volontà: non molla mai. E anche questo week-end lo ha dimostrato. Dopo le prime prove ad Aragon, 103 giorni dopo l’incidente, Zarco era molto soddisfatto. Venerdì è stato l’unico pilota Honda nella top 10 al termine delle prove libere. “Non avevo nulla da perdere e ho fatto un buon giro. È una bella sensazione, come dire ‘Papà è tornato’. Mi è piaciuto molto, è stato un piacere tornare in sella. Per quanto riguarda la gamba, nessun dolore, ma i muscoli hanno avuto bisogno di un po’ di tempo per riabituarsi alla posizione”, ha detto. Nelle prove di sabato, Zarco ha firmato il nono tempo, ma a causa di una penalità legata all’incidente di Barcellona, Zarco dovrà scontare un arretramento di 3 posizioni sulla griglia, e quindi partirà dal 12° posto. Nella Sprint si è piazzato al 9° posto. Un miracolo, per quelli che ci credono. Per tutti gli altri: un pilota vero.

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Le parole—