Colceresa

Il soccorritore vicentino di 45 anni coordina il team italiano bloccato a Bishkek in attesa del via libera. L’obiettivo: recuperare la salma di Luca Sinigaglia e cercare l’alpinista russa ancora dispersa.




Il soccorritore Manuel Munari, originario di Colceresa, vive a Dubai


Il soccorritore Manuel Munari, originario di Colceresa, vive a Dubai




Il soccorritore Manuel Munari, originario di Colceresa, vive a Dubai


Il soccorritore Manuel Munari, originario di Colceresa, vive a Dubai

Sono tutti italiani i membri del team d’élite giunto in Kirghizistan con un obiettivo tanto delicato quanto urgente: recuperare la salma dell’alpinista Luca Sinigaglia, morto il 15 agosto durante un tentativo di salvataggio a oltre 7.200 metri sul Pobeda Peak, la vetta più alta della catena del Tien Shan.

Un team di esperti, tutti italiani

A comporre la squadra ci sono i due piloti elicotteristi Manuel Munari, originario di Mason di Colceresa, e Marco Sottile, affiancati dalla guida alpina e soccorritore d’alta quota Michele Cucchi. Tutti con alle spalle esperienze internazionali nei contesti più estremi, dall’Himalaya al Karakorum.

Al momento il gruppo si trova a Bishkek, capitale kirghisa, in attesa dell’autorizzazione ufficiale per decollare con l’elicottero messo a disposizione dal Ministero per le Emergenze locale. Una burocrazia rallentata anche da delicate questioni diplomatiche, seguite da vicino da Farnesina, ambasciata italiana ad Astana e consolato.

La tragedia sull’alta quota

Luca Sinigaglia, 49 anni, stava tentando di raggiungere e soccorrere la collega russa Natalia Nagovitsyna, bloccata sul ghiaccio con una gamba fratturata. Un drone ha registrato nei giorni scorsi un possibile movimento della donna, alimentando la speranza che possa essere ancora viva. “Finché non saremo sul posto, nessuno può dire con certezza cosa sia accaduto”, sottolinea Munari.

«Nessuna improvvisazione»

Il coordinatore della missione, Manuel Munari, che da 18 anni vive a Dubai con la moglie vicentina e la figlia, spiega: «Siamo pronti. Abbiamo fatto un’analisi dei rischi, predisposto materiali, ossigeno, tutto il necessario. Ma a certe altitudini si interviene in base a ciò che si trova sul posto: niente si improvvisa».

Munari, fondatore di una società specializzata in servizi aeronautici e training per operazioni di soccorso, guiderà il coordinamento dal campo base avanzato, mentre Sottile sarà ai comandi dell’elicottero e Cucchi operativo sul ghiaccio.

Diplomazia e tempi incerti

La spedizione italiana si muove in un contesto geopolitico non semplice. “Siamo con il freno a mano tirato – ammette Munari – perché ci sono passaggi delicati. Stiamo lavorando a stretto contatto con il governo kirghiso, ma anche con l’alpinista Agostino Da Polenza, figura storica nelle spedizioni himalayane, per gestire al meglio ogni fase”.

Nel frattempo, la Farnesina assiste la missione su richiesta del ministro Antonio Tajani, in costante contatto con le autorità kirghise e con la famiglia Sinigaglia.