TREVISO – Non solo dei clienti dei negozi, il caro parcheggi pesa anche sulle tasche del personale di bar e ristoranti del centro storico. «Convenzioni non ce ne sono e in un mese, ogni mio dipendente, pagherebbe 400 euro solo per lasciare la macchina e venire al lavoro» spiega Davide Fabris, 43 anni, contitolare del bar Bloom di via San Liberale e membro dell’advisory board del gruppo Giovani Confcommercio Imprese Treviso. La richiesta è una e una sola: aprire un tavolo di confronto sul tema dei parcheggi coinvolgendo anche la società che attualmente gestisce la sosta. «Pochi stalli e costi troppo alti – spiega Fabris – E nel frattempo sono aumentati i costi e non c’è possibilità, per noi lavoratori, di avere una convenzione che tenga conto delle esigenze di chi deve recarsi ogni giorno in centro per lavorare».
APPROFONDIMENTI
Il salasso
Il problema riguarda tutti i dipendenti delle attività del centro: commessi, baristi, camerieri, cuochi e altri lavoratori che difficilmente possono permettersi di sostenere quotidianamente costi elevati per la sosta. «Non stiamo parlando di area manager o amministratori delegati, ma di persone con uno stipendio normale. Se nella mia zona si pagano, ad esempio, due euro l’ora e una persona deve lasciare l’auto per otto ore, sono 16 euro al giorno. Per sei giorni alla settimana diventano quasi 100 euro, circa 400 euro al mese e oltre 5mila euro all’anno. È una cosa che non può essere attrattiva nei confronti di una persona che deve venire a lavorare in centro».
A complicare ulteriormente la situazione ci sarebbe anche il sistema dei controlli. «Apcoa aveva una certa elasticità nel capire le esigenze di chi veniva in centro per lavorare. Adesso, invece, la nuova società è fin troppo zelante con le multe. Un giorno, ad esempio, sono stato multato, ma sono sicuro di aver pagato il parcheggio anche se non avevo conservato il tagliando. Quando ho chiesto all’azienda di verificare lo storico mi è stato detto di rivolgermi alla polizia locale e nel frattempo di pagare la multa. È successo anche in questi giorni ad un mio dipendente che aveva pagato regolarmente il parcheggio in anticipo e si è comunque visto elevare una sanzione». Secondo Fabris, però, il problema non si limita alle tariffe: «Anche facendo l’abbonamento per chi non risiede a Treviso non è sempre possibile trovare una soluzione adatta. E poi pagare un abbonamento non significa avere la certezza di trovare uno stallo libero. A quel punto che senso ha aver pagato in anticipo per un posto auto che non posso utilizzare?».
Il confronto
Da qui la proposta di aprire una vera e propria tavola rotonda: «L’amministrazione potrebbe coinvolgere i commercianti e anche la società che gestisce i parcheggi per trovare delle convenzioni dedicate a chi lavora in centro». Per Fabris, infatti, la questione della sosta deve essere inserita in una riflessione più ampia sul futuro del centro storico. «La viabilità e i parcheggi sono uno dei temi principali da cui partire nell’organizzazione urbanistica di una città – conclude – Se non c’è posto per ospitare le persone che vengono quotidianamente a lavorare e quelle che decidono di venire in centro per fare acquisti, mangiare o trascorrere del tempo, la difficoltà aumenta».
Il rischio, per Fabris, è dunque quello di innescare un circolo vizioso: meno parcheggi e costi più elevati significano meno attrattività per chi lavora e per chi frequenta il centro: «È un sentimento diffuso tra i miei colleghi. Cominciamo a essere veramente demotivati. Se vogliamo perdere oltre ai negozi anche le persone che vengono a lavorare in centro, la strada tracciata è quella giusta».